joe strummer

joe strummer
Visualizzazione post con etichetta chi sono. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chi sono. Mostra tutti i post

giovedì 1 maggio 2014

Piacere mio 2 - la vendetta

Rispetto a quello che avevo scritto cinque anni fa, qualcosa è cambiato. Mi tocca ripresentarmi e sbrodolare ancora un pezzettino. Ma se non lo faccio qui …


Chi sono
Ho 47 anni, sono sposato con Enrica da 20 e ho due figli, Cecilia e Massimiliano, che hanno 14 e 12 anni. Ho conseguito la maturità classica e successivamente la laurea in Economia e Commercio. Sono obiettore di coscienza e ho svolto servizio civile presso una cooperativa sociale della provincia di Parma. Ho lavorato poi come dipendente presso diversi Comuni della provincia di Milano, cosa che mi ha permesso di conoscere approfonditamente il mondo degli enti locali. Ultimo tra di essi, ho lavorato anche presso il Comune di Agrate Brianza, dove ho ricoperto il ruolo di responsabile del settore finanziario dall’agosto del 2001 al dicembre 2002. Sono successivamente rimasto nel campo degli enti locali, perché dal 2003 lavoro presso una nota azienda che gestisce servizi pubblici per conto dei Comuni. Nella tornata elettorale del 2009 sono stato eletto in Consiglio Comunale ad Agrate Brianza nella lista Insieme per Agrate . Ho avuto in questi cinque anni la delega dal Sindaco di Agrate per l’ economia solidale, sicuramente una delle pochissime deleghe in Italia (almeno, se ne conoscete segnalatemele…)

Cosa mi piace fare

“Ho poco tempo e troppa fame”, cantava qualcuno. Lo stesso vale per me: mi interessano tantissime cose. Mi tengo aggiornato sull’attualità e leggo appena posso, sia saggi che romanzi, seguo il panorama della musica rock da quando portavo i calzoni corti, anche nelle sue varianti meno note e più “underground”, scrivo anche su un blog musicale nel quale mi ha coinvolto il mio più antico compagno di sventure, ma, poiché, pur seri, scriviamo sotto nick, dovrete sguinzagliare i vostri detective per scoprire dove … mi piace moltissimo viaggiare, sono uno juventino intristito e un nostalgico di Bob Morse padrone del basket di Varese. Pur non essendo un esperto informatico, credo nella rete come strumento di democrazia e di informazione e per questo seguo con interesse i social network e le esperienze utili per “fare sistema” con la rete. Lo scorso anno ho provato un volo in parapendio: se non sarò eletto, la prima cosa che farò sarà prendere informazioni per fare il patentino di volo!

Le mie radici socio-politiche

Il mondo che mi è più vicino è quello associazionistico, e in particolare quello legato ai movimenti di base. Sono cattolico e credo fermamente in uno Stato che accolga e contemperi le necessità e le istanze etiche e religiose di tutti i cittadini. Cerco di incarnare il mio modo di essere cattolico operando a favore degli ultimi e contro le ingiustizie. Per questo, ho fatto parte per diverso tempo dell’Ong Mani Tese, con la quale, lavorando su un progetto di economia solidale, proprio quest’anno abbiamo nuovamente incrociato i nostri destini. Ho fatto la mia prima marcia per la pace Perugia – Assisi nel lontano 1993. Molti anni fa, non ricordo neppure quanti, ho frequentato la scuola di formazione socio politica della diocesi di Milano. Negli ultimi anni mi sono interessato di economia solidale e attualmente sono membro del Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.) di Agrate, per il quale faccio parte del gruppo di coordinamento. L’economia solidale mi ha coinvolto anche a livelli di coordinamento sovraterritoriale: rappresento il nostro GAS all’interno della Retina dei GAS della Brianza e faccio parte anche della Rete di Economia Solidale della Lombardia. In quest’ultima veste, mi sono recentemente occupato del disegno di legge regionale sull’economia solidale, per il quale abbiamo avuto un grande supporto dal Movimento 5 Stelle ma purtroppo non lo stesso entusiasmo dai partiti con i quali normalmente collaboro a livello locale. Meraviglie della politica fatta per schieramenti, tatticismi e parole. Ho anche scritto qualche pagina a questo proposito su un bel libro che vi consiglio di leggere, anche se purtroppo non mi danno le royalties  …. Faccio anche parte di un gruppo nazionale che ragiona sull’armonizzazione delle varie leggi regionali sull’economia solidale.
Sono anche donatore Avis da molti anni. Frequento attivamente la lista Insieme per Agrate dal 2003. Non ho, né ho mai avuto, tessere di alcun partito, ma ho simpatie per chiunque, in politica, orienti la propria attività a favore di una maggiore equità sociale e perché ad ognuno sia consentito di costruirsi con dignità il proprio futuro indipendentemente dall'estrazione sociale e dalle possibilità economiche. Finora, a destra non ho mai trovato queste sensibilità, quindi...

Cosa ho fatto ad Agrate

Nel corso dell'amministrazione Poletti bis (2004-2009) sono stato nominato vicepresidente di ASSAB, l’azienda speciale comunale che gestisce le farmacie comunali e che ha costruito il Polo Socio Sanitario. Nella parte finale della stessa legislatura ho fatto parte della Consulta Urbanistica e ho supportato l’assessore competente nella lunga e complicata fase di predisposizione del piano di governo del territorio. Infine, ancora nella stessa legislatura, sono stato anche nominato presidente della Commissione per l’erogazione dei contributi economici ai progetti di cooperazione internazionale.
Nella legislatura 2009-2014, che si sta chiudendo, sono stato eletto consigliere comunale e ho avuto, come ho scritto sopra, la delega all’economia solidale. Sono stato presidente della commissione per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, un impegno invero poco più che formale. All’inizio del mandato invece ho curato il processo per l’attribuzione del premio “città equosolidale” al nostro Comune.
Nella parte finale invece, ho curato l’avvio di un progetto di cohousing che spero verrà confermato anche nella prossima legislatura. L’area individuata dal pgt è quella all’incrocio tra via Kennedy e Via Lecco. Per saperne di più e magari per segnalare il vostro interesse, trovate un po’ di informazioni qui.
Nel 2012 ho partecipato per conto del Comune di Agrate al progetto Realsan, finanziato dall’Unione Europea, che mirava a costruire una rete tripartita di soggetti istituzionali che lavorassero intorno al tema della sicurezza alimentare: una sottorete in Italia, una in Spagna e una in America Centrale. Per questo sono stato una settimana in Salvador e Guatemala, esperienza di cui racconto qui e nei post seguenti. Esperienza molto formativa sul piano personale, un po’ meno per l’aspetto progettuale, ma pazienza.  
Per l’economia solidale durante il mandato elettorale abbiamo fatto diverse cose, grazie all’indispensabile contributo del GAS. Senza elencare tutte le varie iniziative (però il convegno internazionale con gli ospiti francesi e il segretario della rete mondiale di parternariato tra produttori e consumatori mi è particolarmente cara), penso che la cosa più importante che abbiamo fatto sia stato dare corpo al tentativo di contribuire alla ricostruzione della dimensione culturale del nostro paese, così devastata da anni di totale assenza di qualsiasi principio etico nel vivere civile. Il paziente e spesso faticoso lavoro che abbiamo provato a fare è stato quello di provare a riportare senso in uno dei più quotidiani gesti che facciamo, quello di aprire il portafoglio e portarci a casa delle cose. In pochi si rendono conto che fare la spesa è come andare a votare tutti i giorni e che quel partito per il quale si vota a volte è anche lo stesso che ti mette in mezzo alla strada, che  ti costringe a stare in coda per un’ora al mattino, che ti abitua al fatto che quando ti serve il burro ci metti due ore per fare la spesa e che torni con un carrello pieno di offerte speciali, che ti abbassa il costo del telefonino o delle arance ma che fa fare la fame a chi li produce eccetera. Ecco, a me sembra che dopo cinque anni c’è in giro un po’ più di consapevolezza e questo, poco modestamente, penso sia anche grazie al fatto che ora si sa un po’ di più sull’economia solidale.



Cosa vorrei fare in Consiglio Comunale

Mi riconosco appieno nel programma della lista Insieme per Agrate che ho contribuito sia a scrivere che ad assemblare. Naturalmente, quello dell’economia solidale è il punto che vorrei tanto che venisse portato avanti, con o senza di me. Oltre a quanto ho scritto sopra, mi sembra un tema particolarmente qualificante perchè, rispetto a tanti obblighi che il Comune si porta dietro, questo non lo è, quindi tutto quello che verrà fatto su questa materia è una pura e semplice scelta politica. L’applicazione dei principi dell’economia solidale poi si trascina moltissime implicazioni, che riguardano l’urbanistica e l’edilizia (se e dove costruire, quante aree agricole lasciare e cosa farne di esse, quali tipologie di edifici preferire, come concepire gli edifici abitativi affinchè venga stimolata la condivisione e il senso di comunità ecc.), l’ambiente, la cultura e l’educazione (qui non lo spiego, è troppo facile…), il commercio (stimolando gli esercizi commerciali interessati alla vendita di prodotti a basso impatto ambientale e realizzati con criteri etici), la gestione delle mense scolastiche (sulle quali da mesi con alcuni amici e il nostro assessore all’istruzione stiamo provando a portare a casa un progetto complicatissimo, che unisca i comuni della zona per la ricostruzione di filiere alimentari locali), l’ambiente (pure questa è troppo facile), la partecipazione democratica dei cittadini alle principali decisioni e chissà quanti altre aree di intervento.
Insomma, l’economia solidale sembra un giocattolo per invasati, ma dietro c’è l’idea di un progetto di comunità davvero alternativo.
E se ancora non vi basta, per questioni professionali penso di potere dare un contributo alle attività dell’amministrazione in materia di tributi e bilancio, che è sempre difficile da interpretare da parte dei non addetti ai lavori, poiché la contabilità pubblica lavora con principi totalmente difformi rispetto a quelli di una qualsiasi azienda,  sulla gestione delle attività di programmazione e controllo e sulla gestione del personale e poi potrei anche metterci un po’ di cose che in 15 anni ho imparato frequentando il Comune. Mi piacerebbe fare delle cose ma, soprattutto, vorrei tanto che qualche amministratore le facesse.
Se vuoi contattarmi, scrivimi a scrivoarobertobossi@gmail.com


giovedì 3 dicembre 2009

Test antidroga

Mi è appena giunta notizia che la nostra opposizione in consiglio ha chiesto il test antidroga per tutti i consiglieri. Scrivo così, di getto e senza aver concordato con nessuno la risposta.

La mia innocente ed scarsa esperienza in materia politica mi ha già provocato un certo senso di noia per questi dibattiti, che mi danno l'impressione di essere, chissà perchè, di rara inutilità complessiva, perchè non costruiscono nulla, non aggiungono alcuna informazione nè in assoluto, nè sulle posizioni che assumono i gruppi consiliari, e mi pare che anche la passione dei cittadini per queste materie si possa assimilare a quello per la toponomastica medievale.

Il test antidroga (se poi è di questo che si parla, perchè non ho visto nessun pezzo di carta), mi dà l'impressione di essere un po' il top del perbenismo nazionalpopolare. Mi pare, per prima cosa, che considerato che il test si fa (almeno, quello più affidabile) prelevando campioni di capelli, temo che una discreta parte della minoranza consiliare sarebbe costretta ad immolare sull'altare del proibizionismo l'ultimo simulacro della loro giovinezza e il primo ad esserne addolorato sarei io, che peraltro in materia non posso dire di essere messo molto meglio di loro (per quanto, un campioncino rappresentativo e il conseguente cappellino di lana plastificato sulla capoccia per tre mesi potrei forse permettermeli, ma non indaghiamo oltre...).

Ho cercato di cogliere la parte seria di questa istanza e mi sono chiesto a quale domanda seria può rispondere questa richiesta. Ci dovrà essere una buona ragione che miri a riconoscere i consiglieri tossicodipendenti Quali possono essere? Per prima cosa, il test mi risulta individui la presenza di sostanze ma non, ovviamente, la dipendenza. Primo problema risolto. L'affidabilità, allora, presumo. Non posso essere un consigliere affidabile se mi faccio le canne o una pista di coca. No, non va: mi pare che la mia attività sia identica sia che mi impasticchi, sia che non lo faccia, escludendo, forse, il periodo in cui mi fa effetto la sostanza. Venire in consiglio comunale in questo stato mi pare sia un'eventualità non esattamente prossima, nè per il nostro consiglio, nè per altri molto meno tranquilli del nostro che ho avuto la sventura di frequentare. Allora, potrebbe essere perchè il consigliere viola una legge. Possibile, ma, a meno che non sia uno spacciatore, non pare che questo sia un comportamente riconosciuto dalla legge come particolarmente grave, in quanto per l'uso personale è prevista una semplice sanzione amministrativa, sempre che la sanzione venga applicata. Peraltro, in periodi di riforma dei processi brevi, di depenalizzazioni, di scudi fiscali, di leggi Cirielli ecc ecc, non so come mai, tutto questo rischia di provocarmi un'irrefrenabile crisi di riso (o, in alternativa, il desiderio di misurare il ponte di Trezzo a testa in giù). Ma, se proprio avessivo bisogno di sapere se i consiglieri si comportano secondo la legge, forse potremmo andare a fare indagini su qualsiasi altra materia: se i consiglieri hanno precedenti penali, se hanno avuto contenzioso con il fisco o, più in generale, se pagano tutte le tasse che dovrebbero, se la loro casa è conforme alle planimetrie catastali o se sono in attesa del condono che prima o poi sicuramente arriverà, se hanno pure preso delle multe per divieto di sosta o se hanno esposto la monnezza un'ora prima del dovuto, se pagano l'affitto o il mutuo puntualmente o se hanno dimenticato il conto dall'idraulico. Anche queste sono violazioni e, si sa, occorre che i rappresentanti del popolo siano senza macchia. Come, ad esempio, Dell'Utri, Cuffaro o Cosentino, mi pare, per non parlare del nostro tanto amato presidente, giusto? Ecco...

Peraltro, mi pare di capire che il test del capello sia piuttosto caro e, in un periodo in cui il nostro illuminatissimo governo pare abbia appena inserito un emendamento per ridurre il numero di consiglieri ed assessori per limitare i costi della politica (perchè, checcavolo, la strepitosa somma di € 20,95 lordi per seduta non sono mica bruscolini, soprattutto in confronto ai 10.000 eurini netti che portano a casa 630 + 315 parlamentari neppure eletti dal popolo ma nominati dai partiti), mi pare un tantino ridicolo. Il test delle urine invece pare costi poco ma che rilevi solo alcune sostanze (per esempio, se non vado errato, niente eroina).
Insomma, il contesto è questo, sinceramente un po' deprimente. Visto che tra quelle serie la motivazione non sono stato capace di trovarla, mi toccherà cercarla tra quelle meno nobili. L'idea più plausibile ceh mi viene in mente è quella che si cerchi di fare un po' di cinema, far vedere quanto sono puri quelli che lo hanno proposto e quindi quanto sono zozzi quelli che lo devono subire. Magari infarcire la cronaca locale di fiere dichiarazioni contro ogni forma di dipendenza, a favore della purezza, della rettitudine, dei buoni principi e mettiamoci anche la patria e la mamma che non ci stanno mai male.
Mi viene anche da pensare dove e quando potrà terminare questo gioco al rialzo. Oggi abbiamo fatto il test antidroga? Domani facciamo quello sull'Aids, dopodomani quello sulle malattie veneree, poi quello dell'influenza H1N1 (affondato!) e poi chissà che altro. E se poi si dovesse mormorare che qualche consigliere ha qualche frequentazione da motel? Scandalo! O magari, hai visto mai, si dovesse raccontare che durante le sue scorribande erotiche magari apprezzasse abitudini non omologate dalla Binetti? Orrore! E poi, quante volte lo fa? Troppe? Troppo poche? Troppo alla svelta o troppo lentamente, troppo rumorosamente o troppo silenziosamente (tanto da far pensare ad una montatura...)? Vade retro, Satana!! Insomma, se dovessimo incamminarci su questa strada, è evidente che non arriveremo mai ad una fine, perchè ci sarà sempre un aspetto che qualche benpensante che si erge ad estremo baluardo della moralità potrà sempre avere desiderio di esplorare, un dettaglio della nostra vita privata che qualcuno riterrà necessario verificare meglio perchè i cittadini che rappresenta possano stare davvero tranquilli e sereni quando pensano a chi li rappresenta.
Se penso poi che questa proposta viene dallo stesso gruppo politico che, in Parlamento (opps, volevo dire al Governo, visto che il Parlamento da mesi è praticamente inoperoso, come ha più volte fatto notare perfino il presidente della Camera, notissimmo bolscevico), nel nome della difesa della privacy sta eliminando tutti i più efficaci strumenti di indagine investigativa a disposizione degli inquirenti, da utilizzare peraltro non per fare un po' di gossip su chi fa due canne, ma per la verifica di ipotesi di reato di gravissimo allarme sociale, i dubbi sul senso di questa iniziativa mi si moltiplicano.
Io credo, invece, che quelle persone che hanno avuto l'ardire di scrivere il mio nome sopra la scheda elettorale, che di certo devono essere meno a posto di me che mi sono candidato (e quindi, forse, avrebbero più bisogno di me di qualche approfondimento clinico....), lo abbiano fatto per quello che rappresento, per quello che ho detto loro, per i progetti che mi sono prefisso di realizzare, ma anche per tutto quello che fino al momento delle elezioni sono stato, ho fatto e ho detto. Tutte queste cose, di questo ne sono certo, non si possono misurare con un esame medico su questioni che riguardano, peraltro, comportamenti che hanno attinenza esclusivamente con la propria vita privata.
Tra le tante cose che mi sfuggono di questa faccenda, c'è anche il valore dei risultati. Dubito fortemente che si possano pubblicare, in qualsiasi modo, risultati nominativi. Se dovessimo pubblicarli in forma aggregata, che razza di informazione sarebbe mai per i cittadini? Due consiglieri sono risultati positivi al controllo. E allora? Chi? Perchè? Non sarebbe altro che un dato ulteriormente destabilizzante, che, una volta di più, non fornisce alcuna informazione utile ai cittadini se non materiale per il solito, qualunquistico "Sono tutti uguali, è tutto un magna magna". Si aiuterebbe dunque soltanto il partito dei picconatori, di chi gioca al tanto peggio tanto meglio, di chi cerca di delegittimare le istituzioni senza mai cercare le responsabilità, di chi pensa che i problemi si risultano solo con una mano di vernice senza mai andare a guardare se i muri sono marci. In questo senso, sarebbe forse meglio (ma è evidente che qui si aprirebbe un nuovo problema, al quale non voglio neppure pensare) che i dati venissero pubblicati nominativamente, almeno per dare un senso vagamente compiuto a questa iniziativa .
E poi, vogliamo sprecare tempo e soldi e dunque vogliamo davvero misurarci? Sperando che intanto qualcuno mi spieghi a cosa può servire questa gara che ci riporta alle goliardate giovanili messe in atto dopo svariate ore di libagioni notturne, ebbene facciamolo, ma magari su qualcosa che possa servire ai cittadini. Che qualcuno ci chieda se conosciamo tutti i nomi delle strade di Agrate, se siamo entrati in tutti gli edifici pubblici (io, confesso, non sono mai entrato alle scuole medie, e adesso lapidatemi pure!), se conosciamo la storia del paese. Oppure, vogliamo fare un passo più avanti? Che ci misurino su tutti ciò che un consigliere comunale dovrebbe sapere. Ad esempio, l'italiano. Oppure più semplicemente la cultura generale, o, se vogliamo scendere più nei dettagli, possiamo misurarci sulla storia d'Italia o addirittura possiamo anche arrivare alla Costituzione o financo (come diceva la mia nonna) alla legislazione sugli enti locali. Tutte cose che un consigliere comunale dovrebbe sapere e senza le quali eserciterebbe male il proprio mandato.

Ma, se non vogliamo buttare tutto nel populismo da bar e infarcirci la bocca dei più triti ed inutili luoghi comuni, la droga cosa diavolo c'entra??

sabato 9 maggio 2009

Noceto e la TV

Questo post per me ha veramente un sapore antico. Leggo qui una bellissima storia, che non conoscevo, di un paese che ciclicamente torna ad incrociare le mie giornate. Il paese è Noceto, in provincia di Parma, e ci ho passato un anno quando, da giovane neolaureato, la Patria mi chiamò (ehm) , nel lontano 1991, per passare un anno in una cooperativa che lavorava con disabili fisici e psichici. Con la mia bella laurea ancora fresca di inchiostro mi presentai e iniziai lì a capire che, come diceva il poeta, tra bufalo e locomotiva la differenza salta all'occhio. Dalle aule in cui si teorizzavano i perfetti investimenti finanziari a pulire il sedere di Gianni, capirete bene che il passaggio non è stato indifferente.

Finito l'anno di servizio civile, le strade mie e della cooperativa si sono lentamente allontanate, come è forse normale che sia quando ci sono così tanti chilometri da mordere e tanta quotidianità che chiede attenzioni continue. Da tempo non avevo notizie di questo paese fino a quando, pochi mesi fa, ho incrociato un produttore che attualmente fornisce il nostro GAS che ha sede proprio a Noceto. E oggi, questo articolo, improvvisamente, mi ha fatto riapparire un universo sommerso. Mi ha fatto ritornare in mente persone che avevo conosciuto, ho letto di nomi noti e sentiti al volo nei discorsi di altri, perfino il parroco è lo stesso di 20 anni fa. Ah, i bei tempi andati ...

Ma ho soprattutto letto di un paese sicuramente normalissimo, in cui c'erano certamente sensibilità sociali di rilievo, ma che altrettanto sicuramente non era abitato nè da folgorati sulla via di Damasco, nè da sociologi sinistroidi immunodepressi. Persone normali in un paese normale. Avete presente, vero? Esatto, proprio come il nostro paese. Lì, però, un fatto tragico è stato preso come esempio per crescere. Qualcuno deve essersi evidentemente fatto più di una riflessione e deve aver intuito una cosa molto banale, ma che tutti faticano a interiorizzare. Avere una scatola in casa che ti fa pensare con la testa degli altri e non con la tua non solo non serve a far crescere le persone, ma spesso crea dei vicoli ciechi dai quali non si torna mai indietro. A Noceto hanno cercato di creare delle vie di uscita partendo dal fondo per intercettarlo e, da quanto si legge, dei risultati li hanno avuti.

In campagna elettorale, chiunque si sgola e si straccia le vesti dicendo di volere "un paese vivo" e probabilmente vi proporra qualche ricetta fatta di sagre del melone coltivato in asciutto, di spettacoli teatrali in qualche dialetto ucraino o l'organizzazione della milionesima serata a bianchino, scala 40 e liscio. Io credo che da questi contadini della bassa abbiamo veramente da imparare non solo lo stile di vita, che è fatto non solo di cibo (e buttalo via, il loro!) e di lavoro meno frenetico, ma soprattutto di senso. Ecco, questo io vorrei. Un progetto per dare un senso anche alle nostre serate, come stanno facendo a Noceto. Noi, spero, non avremo mai un morto da piangere, ma spero che basti il loro per capire che anche (anzi, direi soprattutto) il tempo trascorso a casa è un tempo da coltivare e da far fruttare, un tempo per crescere e per comunicare.

Smettiamo di negarci il tempo per vivere. Spegniamo la televisione

giovedì 7 maggio 2009

E da domani si comincia ufficialmente



Per me in realtà è già cominciata da molti mesi, anche se non si vede. Da questo autunno con qualche amico (tra cui Giovanna) abbiamo lavorato per capire se potesse essere utile un nostro contributo per migliorare questo comune. Abbiamo trovato tante piccole cose, tanti piccoli segni che, messi insieme, abbiamo pensato potessero essere utili per i nostri concittadini e lo abbiamo scritto.
Abbiamo pensato di richiamarci, tutti insieme ad un maggiore rispetto del nostro ambiente, a cercare uno stile amministrativo di trasparenza e di coinvolgimento che porti una maggiore partecipazione dei cittadini nelle scelte più importanti, una particolare attenzione nei progetti per giovani e per gli anziani in modo da non considerarli sempre una riserva indiana, ma normali soggetti posti sullo stesso piano di qualsiasi altro, una decisa presa di posizione a favore della scuola pubblica in un momento in cui il governo cerca di devastarla e una maggiore efficienza nella gestione amministrativa fatta di programmazione e controllo.
Il nostro progetto non solo è stato accettato di buon grado da IpA, ma abbiamo la presunzione di pensare che sia stato utile per progettare un futuro più serio, più utile, più unito del nostro paese.

Domani sera si presenta ufficialmente il candidato sindaco Ezio Colombo (che è quel mostro nella foto, per chi non lo avesse ancora capito!) e tutta la squadra dei candidati (ore 20.45 Auditorium Mario Rigoni Stern, Villa Corneliani) ed naturalmente esporremo il programma della lista. Si replica ad Omate mercoledì al Cinema.
Ditelo ai vostri amici, ditelo soprattutto a chi non ci conosce, perchè credo che abbiamo costruito, con grande fatica, un bel progetto con una squadra che lo porterà avanti in modo serio e competente. Insieme, lo faremo diventare anche più bello.

lunedì 27 aprile 2009

Piacere mio!

Chi sono

Mi chiamo Roberto Bossi, ho 43 anni, sono sposato con Enrica da 16 e ho due figli, Cecilia e Massimiliano, che frequentano la scuola elementare di Omate. Ho conseguito la maturità classica e successivamente la laurea in Economia e Commercio. Sono obiettore di coscienza e ho svolto servizio civile presso una cooperativa sociale della provincia di Parma. Ho lavorato poi come dipendente presso diversi Comuni della provincia di Milano, cosa che mi ha permesso di conoscere approfonditamente il mondo degli enti locali. Ultimo tra di essi, ho lavorato anche presso il Comune di Agrate Brianza, dove ho ricoperto il ruolo di responsabile del settore finanziario dall’agosto del 2001 al dicembre 2002. Sono successivamente rimasto nel campo degli enti locali, perché dal 2003 lavoro presso una nota azienda che gestisce servizi pubblici per conto dei Comuni. Nella tornata elettorale del 2009 sono stato eletto in Consiglio Comunale ad Agrate Brianza nella lista Insieme per Agrate . Ho la delega dal Sindaco di Agrate per i progetti di economia solidale (forse sono l'unico in Italia, chissà...)

Cosa mi piace fare

“Ho poco tempo e troppa fame”, cantava qualcuno. Lo stesso vale per me: mi interessano tantissime cose. Mi tengo aggiornato sull’attualità e leggo appena posso, sia saggi che romanzi, seguo il panorama della musica rock da quando portavo i calzoni corti, anche nelle sue varianti meno note e più “underground”, mi piace moltissimo viaggiare, sono uno juventino intristito e un nostalgico di Bob Morse. Pur non essendo un esperto informatico, credo nella rete come strumento di democrazia e di informazione e per questo seguo con interesse i social network e le esperienze utili per “fare sistema” con la rete

Le mie radici socio-politiche

Il mondo che mi è più vicino è quello associazionistico, e in particolare quello legato ai movimenti di base. Sono cattolico e credo fermamente in uno Stato che accolga e contemperi le necessità e le istanze etiche e religiose di tutti i cittadini. Cerco di incarnare il mio modo di essere cattolico operando a favore degli ultimi e contro le ingiustizie. Per questo, ho fatto parte per diverso tempo dell’Ong Mani Tese e ho fatto la mia prima marcia per la pace Perugia – Assisi nel lontano 1993. Molti anni fa, non ricordo neppure quanti, ho frequentato la scuola di formazione socio politica della diocesi di Milano. Negli ultimi tempi mi sono interessato di economia solidale e attualmente faccio parte del Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.) di Agrate, di cui sono referente. Sono anche donatore Avis, membro fondatore e tesserato del circolo Acli G. Lazzati di Monza e di Greenpeace. Frequento attivamente la lista Insieme per Agrate dal 2003. Non ho, né ho mai avuto, tessere di alcun partito, ma ho simpatie per chiunque, in politica, orienti la propria attività a favore di una maggiore equità sociale e perché ad ognuno sia consentito di costruirsi con dignità il proprio futuro indipendentemente dall'estrazione sociale e dalle possibilità economiche. Finora, a destra non ho mai trovato queste sensibilità, quindi...

Cosa ho fatto ad Agrate

Nel corso dell'amministrazione Poletti bis (2004-2009) sono stato nominato vicepresidente di ASSAB, l’azienda speciale comunale che gestisce le farmacie comunali e che ha costruito il Polo Socio Sanitario. Nella parte finale della stessa legislatura ho fatto parte della Consulta Urbanistica e ho supportato l’assessore competente nella lunga e complicata fase di predisposizione del nuovo piano di governo del territorio. Infine, ancora nella passata legislatura, sono stato anche nominato presidente della Commissione per l’erogazione dei contributi economici ai progetti di cooperazione internazionale

Cosa vorrei fare in Consiglio Comunale
Mi riconosco appieno nel programma della lista Insieme per Agrate e, in particolare, nel progetto laterale “Libertà e partecipazione”, che ho contribuito a costituire e i cui obiettivi ho contribuito a definire. Essi si possono cosi riassumere:

1) Maggiore partecipazione, trasparenza e comunicazione nelle attività della futura Amministrazione: è mia ferma intenzione promuovere processi di partecipazione per i progetti che maggiormente andranno ad influenzare la vita dei cittadini agratesi, affinchè essi stessi orientino direttamente le scelte di massima dell’amministrazione. Porrò attenzione affinchè le iniziative adottate vengano conosciute dal maggior numero di persone possibile con mezzi a basso costo ed efficaci


2) Maggiore attenzione per l’ambiente: vigilerò sulla realizzazione delle opere previste nella pianificazione urbanistica (pgt) perchè l’ambiente venga sempre tutelato, il verde esistente venga tenuto in buone condizioni e il verde previsto venga effettivamente realizzato. Opererò per la diffusione delle energie rinnovabili e il monitoraggio dei consumi per un efficace contenimento energetico degli edifici pubblici


3) Maggiore integrazione e propulsione nei progetti culturali: sono convinto che, accanto al convinto sostegno alle associazioni, l’amministrazione debba sviluppare anche un progetto autonomo e strutturato che trovi la soddisfazione anche di un pubblico giovane e attento ai nuovi linguaggi espressivi e alle nuove forme artistiche. Mi farò parte attiva per costituire un tavolo di confronto che coinvolga tutte le principali realtà che operano con e per i giovani, per progettare trasversalmente e costruire insieme spazi di aggregazione


4) Maggiore attenzione alla programmazione delle attività e alla valutazione dei risultati raggiunti: è giunto il momento di misurare il raggiungimento degli obiettivi sia a livello politico che a livello gestionale, sia in termini assoluti, sia in riferimento alle risorse economiche impiegate. Mi impegnerò affinchè questo diventi prassi comune e consolidata e perché questo metodo di lavoro venga abitualmente adottato per valutare, oltre che l'attività della Giunta, anche l'operato della struttura amministrativa

Se vuoi contattarmi, mandami una mail