joe strummer

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mercoledì 12 agosto 2009

Zaia, dammi la clava!!

In questa torrida estate, in cui si va e si torna dalle vacanze e dai weekend, mi è sempre più difficile scrivere qualcosa di sensato in qusto spazio. Per mia fortuna, la cronaca attuale ci offre ogni giorno le classiche bouta(na)de estive. L'onore è salvo, il blog pure.
Oggi è il turno del ministro Zaia. Un ministro che ai più è sconosciuto, sia lui, sia il ministero che guida. A dire il vero, all'inizio non mi era neppure particolarmente antipatico. Poi, probabilmente, il DNA ha avuto al meglio sulla razionalità e abbiamo assistito ad una serie di meraviglie. Poche, in realtà, il che probabilmente ha spinto il nostor ministro ad escogitare qualcosa per salire sulla cresta dell'onda, almeno ad agosto, quando i nanipelati e le ministredallacosciavolubile vanno in vacanza e lasciano spazio mediatico anche alle seconde e alle terze linee.
Insomma, il nostro, sui quotidinani di oggi (il solito link comunista è http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/lega-fiction/lega-fiction/lega-fiction.html )vuole i programmi in dialetto. E' ovvio che questo apre la strada non tanto a discussioni, perchè mi sembra che non ci sia neppure molta materia per farlo, ma, più che altro, a battute. Ma, per non sparare sulla croce rossa, mi è venuta in mente una risposta di Dario Fo ad una analoga esilarante proposta di una quindicina di giorni fa a proposito dell'esame di dialetto ai professori. sono andato a riesumarla, non senza fatica, e ne riporto qui la fine, che arriva dopo una disquisizione sulla diversità dei dialetti, sulla loro ricchezza e sulla loro importanza per la conservazione delle tradizioni e della cultura popolare
"Vorrei farlo io un test ai politici che hanno avanzato questa proposta. Mi piacerebbe chiedere a quelli della Lega, che é nata in Lombardia, quanto sanno veramente dei poeti lombardi, quanto a fondo conoscono la storia e le tradizioni della loro regione".
Il risultato mi pare non serva. Sarebbe troppo facile dire che sarebbe già buono che questi signori imparassero a parlare l'itagliano. Il problema è che se a loro interessasse la cultura popolare l'approccio potrebbe essere anche serio. Ma qualsiasi scusa è usata come clava per avere il wharoliano quarto d'ora di celebrità (e dire che sei un ministro, caro Zaia...). Del resto, ha ragione anche il ministro: che senso ha togliere una clava al partito dei Flintstones?

lunedì 27 luglio 2009

La casa comune 2 la vendetta o dei variopinti diritti

Oggi avevo in mente di scrivere di altre sconcezze (perchè purtroppo più che di questo non si può parlare), ma mi ha solleticato ancora il nostro uomo, che sembra si stia avvicinando ad ampie falcate a prendere il posto di topogigio non solo nel PD, ma anche nelle sue massime sferzanti e tristemente forzitaliote.
Brevemente, il nostro ha dichiarato oggi
"Non è il momento di far rientrare i ragazzi italiani dall'Afghanistan: è il momento di completare quel lavoro" ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini, oggi a Udine. "Penso che i ragazzi italiani, che sono là perché lo Stato li ha mandati, hanno il diritto di non vedere ministri che litigano fra di loro con interviste sui giornali semplicemente per raccogliere qualche consenso o qualche voto in più". "Hanno il diritto - ha concluso Franceschini - di avere un governo e un Parlamento che compattamente stanno alle loro spalle".
Hanno anche il diritto, caro Topogigio, di avere la pelle salva. Io, peraltro, anche se non sono onorevole, ho diritto ad avere uno stato che rispetta la Costituzione, un Governo che non butta nel cesso milioni e milioni di euro senza alcun progetto plausibile se non quello di lustrare le scarpe degli americani (e se ci fosse, sarebbe pure peggio, visto che ormai siamo in Afghanistan da quando è nata la nonna di Pertini) e ho pure diritto di avere qualcuno che spiega alla gente che non ci sono i soldi per gli ammortizzatori sociali durante la crisi più nera degli ultimi 80 anni, per la scuola mentre impazza la riforma più ignobile di tutta la storia della Repubblica e per i bisogni più elementari, mentre si spedisce gente (pagata da noi) per far la guerra all'uomo nero che ogni giorno cambia nome.
Sta cosa che tutti hanno diritti deve finire, Topogigio. Anche qui ci vorrebbe un bel taglio, anzi, bisognerebbe efficientare. Pensaci, quando sarai segretario (per ora) del PD.

giovedì 23 luglio 2009

La casa comune


Lo sapevo che bastava iniziare a scrivere per trovare l'argomento successivo...

La discussione sul futuro congresso del pd non mi entusiasma particolarmente, sia perchè non ne faccio parte, sia perchè in questi casi mi è spesso difficile capire le sottili differenze nelle posizioni ufficiali tra un candidato e l'altro. del resto, in un mondo politico in cui tutti sono liberisti, tutti sono riformisti e tutti sono democratici, penso di averne ben donde... resta il fatto che dovremo sopportare questo polpettone ancora per qualche mese e tanto vale informarsi. In ogni caso, fossi in dubbio su chi votare, mi sarei già tolto un dubbio


Leggo oggi dalle pagine del noto quotidiano bolscevico già diretto dal figlio di Karl Marx un paio di chicche all'interno dell'intervista a Franceschini

1) il nostro dice "In questi anni di transizione dal ’94 a oggi, con tutti gli scontri e i limiti che abbiamo visto, due co­se sono state condivise dai due campi: la nascita di uno schema bi­polare, centrodestra e centrosini­stra che si alternano al governo; e la nascita del Pd prima e del Pdl poi. Si è passati da un bipolarismo fondato su coalizioni eterogenee, frammentate, litigiose, a un bipola­rismo più europeo, con due grandi partiti alternativi e alcune forze in­termedie. Ma non dobbiamo crede­re che questo sistema sia acquisito per sempre, come se fosse consoli­dato da decenni. Dobbiamo pensa­re che questo sistema vada salva­guardato; perché non riguarda so­lo la politica, ma anche le istituzio­ni, l’economia, la competitività, l’aggancio all’Europa" Quindi, siamo in un bipolarismo europeo. Grazie per la precisazione, perchè non me n'ero accorto. Devo controllare più spesso quandi partiti ci sono nel parlamento tedesco e francese. Ad esempio, in Francia mi pare siano rappresentati 6 gruppi all'Assemblea Nazionale, in Germania, nel Bundestag, 5. In Spagna i principali partiti devono poi sempre allearsi con partiti minori per poter governare. Caro Franceschini, le restituisco il libretto, torni la prossima volta. Inoltre, ricorderei che il più grande risultato per il perseguimento del bipolarismo è stata la cancellazione di tutta la rappresentanza di sinistra. Un bel successo, non c'è che dire. Continua così, che vai forte. Ma torna a settembre perchè forse, col caldo, sei andato un po' troppo a Fregene e un po' troppo poco in biblioteca


2) Domanda : Bersani rivendica di poter par­lare di partito di sinistra.

Risposta «Io sarei cauto nell’uso delle pa­role. Sinistra è una parola e una storia nobilissima, cui io sono an­che legato. Da ragazzo ero nella si­nistra Dc con Zaccagnini, e ricordo convegni in cui si discuteva se con­siderarci sinistra della Dc o sini­stra nella Dc. Conosco la forza, l’or­goglio della parola sinistra. Ma so pure che c’è una parte degli eletto­ri e dei gruppi dirigenti del Pd che non si riconosce solo in quella pa­rola. O il partito resta la casa di tut­ti, liberal, cattolici, laici, ambienta­­listi, oppure diventa un’altra co­sa».

Farei un minuto di silenzio sull'inizio, quando mette insieme "sinistra" e sinistra dc". Basterebbe questo. Ma, più che questo, sono felice di aver letto questa intervista perchè ora ho finalmente capito cosa stava sotto quel cianciare infinito e senza risultati sui temi etici, sulla riforma elettorale ma forse anche sul livello di tostatura del caffè al bar del transatlantico e su chi eliminare al Grande Fratello. Era la casa di tutti. Quella casa in cui tutti si sorridono e si accoltellano alle spalle, che, appena può, candida e fa eleggere in Parlamento (anche quello europeo) i peggiori cadaveri della partitocrazia, quella casa in cui nessuno è stato ancora capace di cacciare a calci in culo uno come D'Alema, che si è macchiato dei più ignobili incuici con Berlusconi e che oggi passeggia tronfio e dispensa consigli e massime su come gira il mondo o uno come Bassolino, uno che ... non riesco manco a dirlo, ecco.

Per fortuna, non devo votare, ma, se dovessi farlo, avrei un dubbio in meno. Pentiti, Franceschini, pentiti

martedì 21 luglio 2009

Com'è dura l'avventura



E va bene, lo confesso: è una settimana che sono tornato, ma non so bene come ricominciare a scrivere. Non so da dove farlo, non so di cosa parlare esattamente, non so chi leggerà dopo una pausa di ormai tre settimane che, nel mondo del web 2.0, sono anni. Ma tant’è, facciamocene una ragione.


La sindrome del foglio bianco penso sia tanto più grave quante più cose occorre riordinare, razionalizzare e mettere in fila. Visto che non si è mai soddisfatti quando si pone mano a queste titaniche imprese (e più si aspetta, più la confusione si ingigantisce e minori sono le speranze di uscire vivi dal casino), a questo punto ho deciso di andare a ruota libera e scrivere quel che viene e quanto ne viene (occhio che ce n’è fino a domani notte…)


Allora, partiamo dalla cosa più facile. Due settimane a vedere un mondo a parte. Un mondo in cui la natura si è ritagliata una specie di proprietà privata in cui fare tutto quello che le passa per la testa, e vi assicuro che l’ha fatto. Un paese in cui la gente conserva la stessa dignitàsia quando mangiava pane e cipolla, sia quando si riempiva la casa di diavolerie elettroniche, sia ora che non sa più che pesci pigliare per pagare i propri debiti. La stessa gente che ora s’è risvegliata dal sonno della ragione american style e che ora sta facendo i conti con la realtà che si riprende tutto quello che ha regalato prima. Nonostante questo, nessuno si straccia le vesti, ma non per questo si rinuncia a protestare. Civilmente, ma incessantemente, da quasi un anno e ogni giorno, davanti al Parlamento, che loro chiamano Alpingishus, la gente ricorda a chi ha deciso di occuparsi delle cose altrui che servono soluzioni rapide e definitive per ridare speranza alla gente e vigore all’economia. Ma ce la immaginiamo la gente che, in Italia, protesta per un anno di fila davanti al parlamento? Noi abbiamo una crisi economica senza precedenti, con migliaia di persone che hanno perso il posto di lavoro e che lo perderanno in futuro, un governo che, in tanta difficoltà, non ha trovato di meglio da fare che qualche regalino aigli amici imprenditori, un presidente che si fa le leggi a suo uso e consumo, che possiede i principali i mass media d’italia, un’opposizione che balbetta quando deve far la voce grossa e che blatera all’infinito sugli stessi 3 argomenti da 10 anni senza arrivare ad una soluzione e noi, dopo 3 giorni al massimo di titoloni in prima pagina, parliamo di mostri di Garlasco, veline, di grandi fratelli, di mignotte da 5000 euro a notte (ma chiamiamole pure escort, ci mancherebbe…) e chi più ne ha, più ne metta. Abbiamo da imparare l’abc del senso civico probabilmente anche dagli antropofagi della Nuova Guinea. Sicuramente, da tutti i popoli del nord, che, rispetto a noi, sono avanti anni luce, anzi, secoli luce. Ma se non siamo capaci neppure di tenere puliti i bagni pubblici, come possiamo pretendere di insegnare ai nostri figli il rispetto dell’altro e la democrazia?


Ok, come al solito, m’è partita la penna, anzi, la tastiera. L’invidia è una brutta bestia, diciamocelo, e ogni volta che esco dall’Italia ritorno a casa con una rabbia che non riesco neppure a spiegare, sapendo che quella civiltà non abiterà mai neppure per un momento nel nostro paese. Che fatica essere italiani, che fatica…

lunedì 29 giugno 2009

Forse chiuso per ferie

Per qualche giorno, dispenderò tutti dalla lettura di questo blog. Stasera salirò su un aereo domani pomeriggio potrei trovarmi in un posto come quello qui a fianco a rimirare le meraviglie della natura.
Ovviamente, lo faccio perchè il Presidente ha detto che bisogna consumare e io non voglio deluderlo. E poi, vado a contribuire al reintegro economico dello stato che, in Europa, è stato il più devastato dalla crisi economica. Se non è un'opera buona questa...
Per questo motivo, la vostra lettura estiva preferita è possibile che subisca alcuni temporanei blocchi. E' però possibile che riesca a fare qualche breve aggiornamento attaccandomi a qualche rete wireless o, anche, che mi diano per disperso e che tra una decina d'anni qualcuno mi ritrovi con un cappello da vichingo arruolato su una baleniera mentre, durante una tempesta, lancio innominabili improperi contro Odino. Del resto, ormai lo abbiamo capito tutti, il futuro non è scritto.

giovedì 25 giugno 2009

Ma allora è tutto vero...

Ecco, ora ne ho le prove. Ci sono veramente arrivato. Ci siamo veramente arrivati. Ieri sera è cominciata la grande (almeno, speriamo) avventura.
Tutto secondo copione, almeno all'incirca. Non c'era in gioco nulla di rilevante, se non decisioni ampiamente anticipate ai giornali (e alla fine, anche a chi li leggeva...). Ho anche fatto la valletta, distribuendo i bigliettini ai consiglieri per la votazione dei membri di una commissione di cui nessuno, fuori dall'edificio comunale, conosce l'esistenza, ma queste sono le bellezze della bur(r)rocrazia. Ci tengo anche a dire che ho una splendida posizione, con le spalle girate al pubblico. Chissà come mai, mi hanno messo ultimo della fila. Almeno potrò fare smorfie al sindaco senza che nessuno dal pubblico mi veda. Ma chi m'ammazza?

martedì 23 giugno 2009

Don Paolo Farinella, occhio alla penna

In rete, si sa, le notizie viaggiano velocemente. Io ci ho messo un po' a ricevere la scandalizzata lettera che don Paolo Farinella, prete della diocesi di Genova, ha inviato al suo vescovo, che per avventura è anche il presidente della CEI. Se l'avessi dovuta scrivere io, non ci avrei messo tutta quell'enfasi sui costumi, ma, per fortuna, al mondo siamo tutti diversi. Per il resto, sottoscrivo i contenuti, i toni e lo stile di questo sacerdote, soprattutto se penso che, con ogni probabilità, ora è destinato a passare i suoi giorni in qualche parrocchia delle montagne, scavallando passi e spalando letame. Peraltro, è possibile trovare in rete interviste di quest'uomo (che, così ad occhio, non sembra molto simpatico), per apprezzarne la cultura e la conoscenza delle Scritture. Insomma, non stiamo esattamente parlando dell'ultimo fessacchiotto.

Purtroppo le voci di dissenso, soprattutto nella Chiesa, sono sempre più rare e proprio per questo credo sia necessario fare loro da megafono appena possibile. Con la speranza, soprattutto, che chi chiede alla Chiesa di assumere posizioni più oneste e serie, più verso il Dio degli ultimi e meno verso il dio soldo, non debba perennemente pascolare nei bassifondi della cronaca.

E' un po' lunga, ma vedrete che ne val la pena. Buona lettura



Don Paolo Farinella, lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ”Bibbia, parole,segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.


Lettera aperta al cardinale Bagnasco
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile:frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica. Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei?
Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro. Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX).
Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna. In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete