
La cultura, a Milano, si sa, è sempre stata un fiore all'occhiello. Dai tempi della Milano da bere (o da pere, a piacere) abbiamo avuto il piacere di essere ignorati dai principali circuiti internazionali e in cambio abbiamo avuto eventi imperdibili, a livello di Mostra di Teomondo Scrofalo. i grandi eventi, per i quali la moratti ha nominato un apposito assessore, pullulano, è solo questione di scoprire dove sono (già...). C'è davvero da rimpiangere l'assessore Sgarbi, e non dico altro. Del resto, quando sei occupato a tempo pieno nel poltronismo e nella cementificazione di ogni atomo di terra è un po' difficile trovare risorse per il resto, soprattutto mentali. In questo modo, per l'ennesima volta, avanza la conservazione e impazzano gli alfieri del mondo più becero e ottuso, quello che identifica la politica con il nano pelato, la cultura col Bagaglino, il cinema con Vanzina, la musica con Amici ecc ecc. e che, soprattutto, si occupa della difesa ad ogni costo del proprio centimetro quadrato a ogni costo. E quindi, per far un bel servizio ai giovani, Milano viene abbandonata da tutti gli eventi musivali più importanti a causa degli assurdi divieti posti intorno all'uso di S. Siro per i concerti. I famosi 22 minuti di sforamento di Springsteen a S. Siro sono ormai entrati nella leggenda delle iniziative più demenziali e autolesionistiche del mondo. Oltre alla multa, ora pare che Trotta, promoter dell'iniziativa, rischi pure 3 mesi di galera per l'inosservanza dell'ordinanza sindacale, che 30 solerti cittadini milanesi (forse, ma dico forse, elettori della signora e, altrettanto forse, dotati di propaggini sporgenti in cima al cranio di ragguardevoli dimensioni) hanno denunciato. Chi c'era (come me...) ricorda allora un concerto veramente memorabile, sicuramente un evento da iscrivere nella storia del decennio musicale milanese. Ma il rispetto della quiete oltre le 23.30 per 30 trogloditi è ovviamente molto più importante. Morale, Milano ora viene rifiutata da tutti i tour più importanti. Ha detto picche il Boss (e vorrei pure vedere...), ma in questi giorni hanno rifiutato, a causa di limiti acustici, Madonna, gli AC/DC (li voglio vedere a suonare col volume a 1...) e anche Paul McCartney, noto metallaro dedito a riti satanici sul palco. In compenso, l'assessore ai grandi eventi ha assicurato (lo giuro, non è una battuta) la presenza del musical Renzo e Lucia di Michele Guardi. Ma ci rendiamo conto?? Probabilmente in 6 mesi qualche tv compiacente cercherà di pompare questo evento, ma paragonare un ex Beatles a uno spettacolo di un illustre sconosciuto (mi piacerebbe vedere una foto delle tribune, quel giorno...) non è come essere totalmente incompetenti, fanfaroni all'ennesima potenza o totalmente ciechi, muti e sordi. E', semplicemente, buttare il millesimo sacco di letame in faccia alla gente che, effettivamente, se ne prende già abbastanza ogni giorno e probabilmente neppure ci baderà più di tanto. Così, l'icona lumbard Renzo Tramaglino in difesa della sua bella e delle sue tradizioni verrà spacciata come l'evento dell'estate per le future giovani camicie verdi legaiole. Però, e qui ci posso scommettere quanto di più sacro ho, se la moratti può sfottere i milanesi, facendogli credere, accendendo quattro lampadine ogni tanto, di vivere in un paradiso terrestre e non in una città senza servizi, invivibile, strapiena di traffico e dedita solo ad accumulare i soldi, non riuscirà a far bere anche questa ai milanesi, che, sempre di più, si accorgeranno di quale povertà viene loro offerta, se non in materia culturale, sicuramente in termini di concerti, che sono materia che, almeno per ora, sopporta con difficoltà spot e passaggi televisivi fino all'indigestione. Chi frequenta i grandi concerti li vive come la fase terminale di un mito coltivato quasi ogni giorno, non un pacchettino propinato tra un detersivo e uno snackForse tutto ciò non le toglierà molti voti, ma certamente le farà guadagnare il disgusto di quelle persone che sono ancora in grado di indignarsi per questo modo di governare costruito a esclusivo uso e consumo dei ricchi e della conservazione di ogni loro privilegio, a qualsiasi costo.