Come tutti gli anni, non so se l’anno che finisce sia stato così disastrosamente peggiore rispetto agli altri. Per me personalmente, potrei anche essere soddisfatto: ho dato sfogo alle più segrete aspirazioni del mio ego costringendo diversi malcapitati a scrivere il mio nome su una scheda elettorale, ho conosciuto persone in gamba, finalmente ho realizzato il sogno della mia vita vacanziera, insomma non mi è mancato nulla. Tralasciando gli aspetti troppo personali, ci sarebbe di che essere soddisfatti.
Se guardo però alla vita fuori dalla porta di casa mia, come ogni volta che si cerca di tirare una riga lo scoramento è sempre più forte. Il nostro mondo ha conservato almeno su questo una indubbia coerenza: l’imperativo categorico è sempre imporsi, con qualsiasi mezzo. Per prima cosa, con i propri soldi o quelli che si cerca di avere anche a costo di fare carte false o di indebitarsi dalla pubertà fino alla pensione, almeno per chi ce l'avrà. Imporsi con l’arte di gestire il potere: se sei bravo, subdolamente, ballonzolando tra gli intrecci di palazzo e le dicerie dell’untore, seguendo uno stile alla D’Alema, mentre se sei un burino, il tuo stile non può che essere quello del nano pelato, che, con gesto del seminatore, getta dovunque germi del suo potere con sorriso benevolente ma le intenzioni di chi non ne può più di perdere tempo con gli straccioni. Ma anche con il sesso più da commedia scollacciata, con l’esibizione dei racconti e delle fotografie di quelle gentili signore che da quest’anno abbiamo imparato a chiamare escort, con buona pace dei fan delle auto vintage, ai quali ormai rimane, presumo, poco più dell’Alfasud. Se negli anni scorsi abbiamo imparato che molti dei parlamentari italiani non sanno cosa sia il Darfur, ora abbiamo imparato che il parlamento non serve più a nessuno, dal momento che il nostro governo legifera al suo posto a colpi di decreti legge e di voti di fiducia, pur disponendo di una maggioranza che raramente si ricorda in epoca repubblicana. Una volta di più i nostri politici sembrano non aver altra occupazione che mostrare quale siderale distanza si può mettere con un sistema di potere che ormai sembra arrivato al collasso. Il (meraviglioso) racconto di Saramago in Cecità (se non l’avete letto, mettetevelo quanto prima sul comodino), che molti chiamerebbero fantapolitica sembra che sia ogni giorno più vicino. Abbiamo imparato, anche quest’anno, quanti regali Tremonti può fare agli evasori fiscali con l’ennesimo condono, che quest’anno si chiama scudo fiscale e, a differenza dell’evasione fiscale semplice, stavolta ha aiutato pesantemente anche mafia e camorra, che ha potuto far rientrare al proprio servizio quantità enormi di denaro nella perfetta legalità, senza nessun controllo e nessun problema ma, anzi, con tanti ringraziamenti da parte del governo, che così potrà quadrare i propri conti. Ora, mi aspetto la depenalizzazione del reato di mafia e il raddoppio della pena per l’accattonaggio e il furto dei torsoli di mela. Abbiamo anche imparato che i beni confiscati alla mafia, finalmente, potranno ritornare alla mafia stessa che se li potrà ricomprare, sputando in faccia così alle tantissime iniziative di associazioni e cooperative che hanno cercato di riprendersi un po’ del territorio che la mafia ha divorato. Ora la mafia ha imparato quella lezione che anche noi abbiamo capito ormai da tempo. Basta pagare. Quindi, se mai qualche affare dovesse andare male, avrà solo bisogno di un po’ più di soldi per recuperare quello che qualche impudico magistrato potrà sottrargli. Se poi penso che dell’Utri, nume tutelare e inventore di forza Italia nonchè riverito parlamentare da n legislature, ha preso 9 anni e mezzo di galera in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, forse mi si chiarisce qualcosa.
Insomma, su queste materie ho imparato troppo. Ora vorrei un po’ dimenticare, o, meglio ancora, imparare altre materie. L’onestà, la legalità, lo spirito di servizio, l’attenzione ai poveri, la giustizia sociale, la pace, il rispetto reciproco, la presa di coscienza del proprio ruolo da parte di ogni cittadino. Auguriamoci per il 2010 questo per il nostro povero paese, auguriamocelo anche per Agrate, che ne ha comunque bisogno. Mammamia che fesso, eh….
Se guardo però alla vita fuori dalla porta di casa mia, come ogni volta che si cerca di tirare una riga lo scoramento è sempre più forte. Il nostro mondo ha conservato almeno su questo una indubbia coerenza: l’imperativo categorico è sempre imporsi, con qualsiasi mezzo. Per prima cosa, con i propri soldi o quelli che si cerca di avere anche a costo di fare carte false o di indebitarsi dalla pubertà fino alla pensione, almeno per chi ce l'avrà. Imporsi con l’arte di gestire il potere: se sei bravo, subdolamente, ballonzolando tra gli intrecci di palazzo e le dicerie dell’untore, seguendo uno stile alla D’Alema, mentre se sei un burino, il tuo stile non può che essere quello del nano pelato, che, con gesto del seminatore, getta dovunque germi del suo potere con sorriso benevolente ma le intenzioni di chi non ne può più di perdere tempo con gli straccioni. Ma anche con il sesso più da commedia scollacciata, con l’esibizione dei racconti e delle fotografie di quelle gentili signore che da quest’anno abbiamo imparato a chiamare escort, con buona pace dei fan delle auto vintage, ai quali ormai rimane, presumo, poco più dell’Alfasud. Se negli anni scorsi abbiamo imparato che molti dei parlamentari italiani non sanno cosa sia il Darfur, ora abbiamo imparato che il parlamento non serve più a nessuno, dal momento che il nostro governo legifera al suo posto a colpi di decreti legge e di voti di fiducia, pur disponendo di una maggioranza che raramente si ricorda in epoca repubblicana. Una volta di più i nostri politici sembrano non aver altra occupazione che mostrare quale siderale distanza si può mettere con un sistema di potere che ormai sembra arrivato al collasso. Il (meraviglioso) racconto di Saramago in Cecità (se non l’avete letto, mettetevelo quanto prima sul comodino), che molti chiamerebbero fantapolitica sembra che sia ogni giorno più vicino. Abbiamo imparato, anche quest’anno, quanti regali Tremonti può fare agli evasori fiscali con l’ennesimo condono, che quest’anno si chiama scudo fiscale e, a differenza dell’evasione fiscale semplice, stavolta ha aiutato pesantemente anche mafia e camorra, che ha potuto far rientrare al proprio servizio quantità enormi di denaro nella perfetta legalità, senza nessun controllo e nessun problema ma, anzi, con tanti ringraziamenti da parte del governo, che così potrà quadrare i propri conti. Ora, mi aspetto la depenalizzazione del reato di mafia e il raddoppio della pena per l’accattonaggio e il furto dei torsoli di mela. Abbiamo anche imparato che i beni confiscati alla mafia, finalmente, potranno ritornare alla mafia stessa che se li potrà ricomprare, sputando in faccia così alle tantissime iniziative di associazioni e cooperative che hanno cercato di riprendersi un po’ del territorio che la mafia ha divorato. Ora la mafia ha imparato quella lezione che anche noi abbiamo capito ormai da tempo. Basta pagare. Quindi, se mai qualche affare dovesse andare male, avrà solo bisogno di un po’ più di soldi per recuperare quello che qualche impudico magistrato potrà sottrargli. Se poi penso che dell’Utri, nume tutelare e inventore di forza Italia nonchè riverito parlamentare da n legislature, ha preso 9 anni e mezzo di galera in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, forse mi si chiarisce qualcosa.
Insomma, su queste materie ho imparato troppo. Ora vorrei un po’ dimenticare, o, meglio ancora, imparare altre materie. L’onestà, la legalità, lo spirito di servizio, l’attenzione ai poveri, la giustizia sociale, la pace, il rispetto reciproco, la presa di coscienza del proprio ruolo da parte di ogni cittadino. Auguriamoci per il 2010 questo per il nostro povero paese, auguriamocelo anche per Agrate, che ne ha comunque bisogno. Mammamia che fesso, eh….
ecco, appunto... tristesse...
RispondiEliminaBuon Anno pure a te, amico...