joe strummer

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sabato 9 gennaio 2010

Dove abiti, fratello?

L'anno si è aperto con un'ennesima chicca che il nostro spirito prostrato dalle faccende familiari non può far passare sotto silenzio. Donna Letizia, la donna che ha il merito di aver avviato il primo ufficiale smantellamento della scuola pubblica italiana, non avendo molta materia per far parlare di sè i giornali ha ben pensato di estrarre un coniglio dal cilindro e ha ben pensato di intitolare una via a Craxi.
Craxi. Solo il nome, penso faccia venire i brividi a molti di noi. L'uomo che è stato uno dei padroni d'Italia per molti anni, o almeno quello che ufficialmente prendeva la maggior parte delle decisioni più importanti (perchè chissà mai chi gli suggeriva certe cose...), l'uomo che, da un partito di comprimari, ha portato il suo Psi ad essere un colosso che muoveva non solo milioni di voti, ma posti di potere, consensi, e quindi forniture, servizi... insomma, una carovana di denari in libertà. E così, mazzetta dopo mazzetta, forse gli stessi personaggi che qualche mese prima avrebbero dato un braccio per lui, che si spacciava per il più grande statista del dopoguerra, lo hanno simpaticamente ricevuto a monetine in faccia davanti all'Hotel Rafael. Insomma, un uomo che ha fatto della corruzione la propria più rigorosa legge, che ha messo i propri esattori nei posti più importanti del paese, e tutti insieme hanno sottratto al paese una somma credo incalcolabile, ma soprattutto ha sottratto al paese la dignità, ha mercificato e dato un prezzo a qualsiasi cosa, a qualsiasi principio.
E allora, mi spiace dirlo, ma evviva Di Pietro che vuole, come è giusto, che sia scritto corruttore e latitante sulla targa. Naturalmente, i bolscevichi del Pd hanno ben altro da fare che sprecarsi sull'argomento, e quindi a fare opposizione su questa materia rimarranno solo le solite macchiette. Ci sono cose molto più importanti di cui occuparsi, come la immonda, veramente immonda telenovela della Puglia e tutti i giochietti di potere che si stanno consumando per determinare le candidature ad elezioni che solo loro non si sono accorti che hanno già perso ancora prima di aver cominciato la campagna elettorale, incapaci di guardare per l'ennesima volta oltre lo steccato delle spartizioni e la moltiplicazone di sgambetti e raccomandazioni.
Morale, probabilmente, tra un paio d'anni due commesse, un sistemista e un impiegato del catasto potranno orgogliosamente dire a tutti di abitare in Via Craxi 21. Come gli anni di galera che il nostro avrebbe dovuto scontare e che oggi il giudice Moratti, con il plaudente beneplacito del nostro presidente, vuole graziare.
Per la miliardesima volta, continuiamo a vedere come la distanza che c'è tra la politica e la gente è paragonabile solo a quella che c'è tra il cervello di Rubbia e quello di Gasparri. In che tempi siamo...

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