E’ strano, più che altro. Ricominciare a scrivere qui è un
po’ come aver scoperto come rintracciare un vecchio amico. Cosa faccio, gli
mando una mail o gli telefono? Un SMS, forse? Magari lo disturbo, magari non si
ricorda più di me, magari è diventato un alcolizzato che non riesce neppure a
tirarsi insieme al mattino, oppure un pescecane della finanza che si gira a
guardarti solo se emani profumo da un milione di euro sul conto. E allora, come
faccio a ripartire con questo blog? provo con un discorso programmatico, scrivo
una presentazione un po’ più aggiornata, sparo un annuncio bomba…. No, non va
bene nulla … e allora, mentre scelgo lo stile migliore, provo al far finta di
niente e a rientrare fischiettando, come se nulla fosse. Volete che vi racconti
cosa ho fatto da quando ho abbandonato questo luogo, volete sentire scuse,
narrazioni di cataclismi, cronache di migliaia di ore di riunioni sugli argomenti
e nei luoghi più strani? No eh… e allora ve lo dico lo stesso, magari però un’altra
volta
L’ultima volta che sono stato qui, c’era il caimano. Ora di
lui si può finalmente parlare come di un pregiudicato e, da ieri, del suo ex
braccio destro come di un latitante catturato dai servizi segreti stranieri.
Certo, un latitante al limite della demenza senile, se è stato beccato per aver
usato la carta di credito e il cellulare. Ulteriore prova, se mai ce ne fosse
bisogno, che per sconfiggere il crimine non serve né Perry Mason né il tenente
Colombo ma, molto più spesso, la volontà politica può fare la sua parte. O non
farla, a seconda di chi ha il coltello per il manico. Ora c’è il Bomba, il
taumaturgo, quello che #staisereno (ti sto accoltellando, ma che sarà mai, papà
Cesare … ), l’ennesimo illusionista chiamato
a ballare sulle ceneri di una società sull’orlo del baratro economico ma,
soprattutto civile, dopo 20 anni di devastazioni berlusconiane. Ho l’impressione
che, a forza di invocarla, questa Provvidenza si sia un po’ scocciata di essere
tirata per la giacca e che abbia messo una bella croce sul nostro paese e sulla
teorie di nani e ballerine che ormai senza soluzione di continuità la tirano in
ballo e poi la buttano nel cestino alla prima occasione. Se mi conoscete lo
sapete già, non ho mai avuto simpatia neppure per questo soggetto, che trovo
populista fino all’inverosimile e pericoloso come il pregiudicato sul piano dei
contenuti e dei messaggi che trasmette. Della sua stessa categoria mi sembrano
anche il piglio autoritario e le sue predilezioni per il mondo dei potenti, per
i capi della finanza e per gli affari di amici e amicidegliamici travestiti da
sviluppismo ecc, con la differenza che il pregiudicato è straricco (non
parliamo di come lo è diventato), mentre il Bomba gli straricchi li ossequia.
Almeno per ora. Però, ovviamente, attendiamo il nostro alla prova dei fatti.
Per ora, gli 80 euro presi dalle detrazioni non sono certo un colpo di genio, ma
d’altronde è anche difficile fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci se
non ce n’è neppure uno. Zero per mille, fa sempre zero. Sugli F35, il nostro ha tentato di buttarla in
vacca come al solito dicendo che il problema dell’Italia non sono gli F35 ma
gli F24 (genio, genio!!), mentre il suo ministro (quella arrivata terza su tre
alle primarie a Genova, mica una qualsiasi…) è riuscita a dire una cosa e il
suo opposto nel giro di due giorni però quando va a fare le maratone tutti i
flash sono per lei. Sul resto dei ministri, mi pare che ci sia solo da votarsi
alla clemenza divina, tra yesmen, uomini del potere e della conservazione e
equivalenti politici della Carfagna. Anche in questo caso la scelta di volersi
circondare da signori nessuno è identica a quella che ha fatto il pregiudicato
nella composizione dei suoi governi, e più passata il tempo, più sceglieva
personaggi asserviti o asservibili. Del resto, come mi hanno insegnato a dire
quando ero giovane, se Atene piange, Sparta non ride. Ma neppure Tessalonico,
direi, perché il terzo incomodo, il guru del vaffanculo, è anche peggio.
S-fascista ormai laureato a pieni voti, sventaglia mitragliate per il solo
gusto di farlo, senza un minimo di verifica o di distinzioni, autoproclamandosi
crociato dei costumi e accoltellando al cuore chiunque dei suoi non gli
dimostri ossequio incondizionato in qualsiasi situazione. E questi vorrebbero
insegnarci la democrazia diretta… ci sarebbe da ridere, se non fosse vero.
I colpi di maglio che il pregiudicato ha quotidianamente assestato
alle coscienze civili degli italiani hanno fatto danni pesantissimi e
serviranno anni e anni perché ci cancelli questo perenne egoismo, la corsa all’accumulazione
e al profitto, l’abitudine farsi portare dovunque da qualsiasi pifferaio fino
al momento in cui ci si trova davanti al burrone e allora, dopo che a migliaia
sono già precipitati, urlare, scappare, indignarsi, invocare processi di strada
e giustizia del popolo
Insomma, dopo anni, direi che sono cambiati i nomi, ma la
realtà è sempre la stessa, se non peggiore. E’ anche per questo che ho
accettato di ricominciare questa avventura con Insieme per Agrate e di provare
a dare il mio piccolo contributo per cambiare qualcosa
Se volete saperne di più su questa materia, alla prossima
puntata!
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