joe strummer

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venerdì 18 aprile 2014

Numeri e manganelli

Sarà capitato anche a voi di leggere della polemica sollevata dalla foto che è passata in questi giorni su giornali e siti di tutta Italia di quel poliziotto che ha calpestato una ragazza durante la manifestazione per il diritto alla casa a Roma lo scorso sabato e che si è giustificato dicendo che pensava di aver sotto i piedi uno zainetto. Una giustificazione che pare piuttosto incredibile a chiunque, una panzana davanti alla quale si fatica perfino a sorridere, tanto è priva di qualsiasi traccia di decoro. Ovviamente, ognuno si giustifica come può, soprattutto quando si è nel panico. Insomma, non lo giustifico, ma, detta dal diretto interessato, mi sembra una reazione umanamente naturale
Più che questo, mi sembra degno di una riflessione ciò che ha scatenato questo fatto. Il capo della polizia dice “abbiamo avuto un cretino che dobbiamo identificare”, il giorno dopo il prefetto di Roma ritorna sulle vecchie posizioni che conosciamo bene e proclama che il cretino è diventato un servitore dello stato con un comportamento inspiegabile. Il resto dell’intervista è tutta una teoria di giustificazioni, di ma anche, di benaltrismo infarcito di posizioni di retroguardia che spesso ascoltiamo da questi grandi difensori delle corporazioni, chiudendo l’intervista dicendosi favorevole al codice identificativo per i poliziotti, ma a patto di «introdurre, contestualmente, norme che regolamentino il diritto costituzionale di manifestare». Gli fa eco l’ineffabile Angelino che, qualche ora fa, dichiara:  “Sono contrario al codice identificativo per le forze dell’ordine. Se questi sono i manifestanti, l’identificativo ci vorrebbe per loro, non per la polizia”.
Come succede sempre, mi dà più da pensare chi, di fronte a queste cose, tace. Del resto, per farsi sentire nel brusio di fondo dell’informazione occorre ululare oltre il muro del suono, e certamente non è facile. La logica che sta dietro a queste dichiarazioni mi sembra però davvero ballerina. In sostanza, il prefetto dice che i codici identificativi per gli agenti si possono mettere solo se limitiamo le manifestazioni. Il nesso onestamente non mi sembra proprio evidentissimo, anche perché questo ci porterebbe a dire che potremo avere carceri modello solo quando avremo detenuti Doc e scuole efficienti solo se gli alunni saranno tutti studiosissimi. Insomma, dichiarazioni imbarazzanti da parte di un cosiddetto “uomo di stato”. Su Angelino, mi pare che non servano molti commenti. E’ una dichiarazione completamente priva di qualsiasi forma di rispetto dei diritti, anche se la trovo comunque in linea con la sua storia di qualunquismo e arrivismo. Del resto, i teorici della tolleranza zero alla Fini, che ora si gode la meritata pensione dopo anni di onorato servizio, non sono estranei alla linea della creazione del pericolo per poi poter intervenire con i metodi più repressivi urlando all’untore. Non credo faccia eccezione questo spiegamento di forze contro un piccolo stratagemma che a me sembra normalissimo, che non toglie nessuna forma di sicurezza a chi fa onestamente il proprio mestiere, che, in caso di problemi, gli concede tutte le attenuanti che merita ma non permette più difese d’ufficio per categorie, né di dividere il mondo con gli slogan, lasciando perennemente impunite le “mele marce” a scapito dei tanti onesti che si vedono infangati da pochi disgraziati. A scanso di equivoci, questo principio trovo valga esattamente anche per chi va alle manifestazioni col casco integrale e le spranghe nascoste dentro i cassonetti la sera prima. Peccato che, come ci ha insegnato l’ineffabile gestione di Genova al G8, i teppisti se la cavano sempre, nella peggiore delle ipotesi e molto raramente con qualche sera all’umido, mentre sempre più spesso chi viene manganellato non se lo merita. Si tratta di persone che poi non parteciperanno più a manifestazioni e che saranno ulteriormente sfiduciate o arrabbiate. Insomma, tutta legna tolta al fuoco ardente del cambiamento sano, per spostarla o verso il nichilismo o verso gli arrabbiati contro tutto e tutti.

Quindi, mi state dicendo che … Mumble mumble ….

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