Sarà capitato anche a voi di leggere della polemica
sollevata dalla foto che è passata in questi giorni su giornali e siti di tutta
Italia di quel poliziotto
che ha calpestato una ragazza durante la manifestazione per il diritto alla
casa a Roma lo scorso sabato e che si è giustificato dicendo che pensava di
aver sotto i piedi uno zainetto. Una giustificazione che pare piuttosto
incredibile a chiunque, una panzana davanti alla quale si fatica perfino a
sorridere, tanto è priva di qualsiasi traccia di decoro. Ovviamente, ognuno si
giustifica come può, soprattutto quando si è nel panico. Insomma, non lo
giustifico, ma, detta dal diretto interessato, mi sembra una reazione umanamente
naturale
Più che questo, mi sembra degno di una riflessione ciò che
ha scatenato questo fatto. Il capo della polizia dice “abbiamo avuto un cretino
che dobbiamo identificare”, il giorno dopo il prefetto di Roma ritorna sulle
vecchie posizioni che conosciamo bene e proclama che il cretino è diventato un
servitore dello stato con un comportamento inspiegabile. Il resto dell’intervista
è tutta una teoria di giustificazioni, di ma anche, di benaltrismo infarcito di
posizioni di retroguardia che spesso ascoltiamo da questi grandi difensori
delle corporazioni, chiudendo l’intervista dicendosi favorevole al codice
identificativo per i poliziotti, ma a patto di «introdurre, contestualmente,
norme che regolamentino il diritto costituzionale di manifestare». Gli fa eco l’ineffabile
Angelino che, qualche ora fa, dichiara: “Sono contrario al
codice identificativo per le forze dell’ordine. Se questi sono i manifestanti,
l’identificativo ci vorrebbe per loro, non per la polizia”.
Come succede sempre, mi dà più da pensare chi, di fronte a
queste cose, tace. Del resto, per farsi sentire nel brusio di fondo dell’informazione
occorre ululare oltre il muro del suono, e certamente non è facile. La logica
che sta dietro a queste dichiarazioni mi sembra però davvero ballerina. In
sostanza, il prefetto dice che i codici identificativi per gli agenti si
possono mettere solo se limitiamo le manifestazioni. Il nesso onestamente non
mi sembra proprio evidentissimo, anche perché questo ci porterebbe a dire che potremo
avere carceri modello solo quando avremo detenuti Doc e scuole efficienti solo
se gli alunni saranno tutti studiosissimi. Insomma, dichiarazioni imbarazzanti
da parte di un cosiddetto “uomo di stato”. Su Angelino, mi pare che non servano
molti commenti. E’ una dichiarazione completamente priva di qualsiasi forma di rispetto
dei diritti, anche se la trovo comunque in linea con la sua storia di
qualunquismo e arrivismo. Del resto, i teorici della tolleranza zero alla Fini,
che ora si gode la meritata pensione dopo anni di onorato servizio, non sono
estranei alla linea della creazione del pericolo per poi poter intervenire con
i metodi più repressivi urlando all’untore. Non credo faccia eccezione questo
spiegamento di forze contro un piccolo stratagemma che a me sembra
normalissimo, che non toglie nessuna forma di sicurezza a chi fa onestamente il
proprio mestiere, che, in caso di problemi, gli concede tutte le attenuanti che
merita ma non permette più difese d’ufficio per categorie, né di dividere il
mondo con gli slogan, lasciando perennemente impunite le “mele marce” a scapito
dei tanti onesti che si vedono infangati da pochi disgraziati. A scanso di
equivoci, questo principio trovo valga esattamente anche per chi va alle
manifestazioni col casco integrale e le spranghe nascoste dentro i cassonetti
la sera prima. Peccato che, come ci ha insegnato l’ineffabile gestione di
Genova al G8, i teppisti se la cavano sempre, nella peggiore delle ipotesi e
molto raramente con qualche sera all’umido, mentre sempre più spesso chi viene manganellato
non se lo merita. Si tratta di persone che poi non parteciperanno più a
manifestazioni e che saranno ulteriormente sfiduciate o arrabbiate. Insomma,
tutta legna tolta al fuoco ardente del cambiamento sano, per spostarla o verso
il nichilismo o verso gli arrabbiati contro tutto e tutti.
Quindi, mi state dicendo che … Mumble mumble ….
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