joe strummer

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martedì 26 gennaio 2010

Clamoroso al Cibali, tutto esaurito (o quasi)

Incredibile dictu! Venerdì scorso (lo so, le notizie qui arrivano più in ritardo del diretto Pontremoli Poggibonsi), si è tenuta presso la Sala Consiliare del Comune una serata pubblica sull’orto biologico, organizzata dal GAS in collaborazione con il Comune di Agrate – delega all’economia solidale (se becco chi è sto delegato, gli rompo le corna … ). Mai ci saremmo aspettati la sala senza un posto vuoto neppure sulle sedie volanti, riempita da un pubblico variegatissimo, composto da agratesi e da esterni, da giovincelli (tra cui due minorenni!) e da superpensionati, da addetti ai lavori e da semplici curiosi, da tanti amici ma anche da tanti sconosciuti.
La tecnica del passaparola ha funzionato a meraviglia e, senza spendere un solo centesimo in promozione, abbiamo messo insieme un centinaio di persone dalle più svariate provenienze. L’argomento era banale solo a prima vista e la cosa più carina sembra che questo sia stato ben capito da tutti quelli che erano presenti. Dietro la coltivazione dei pomodori le persone ci hanno giustamente visto il senso più compiuto di questa iniziativa, cioè la difesa dell’ambiente e territorio, ma anche degli antichi saperi, il rifiuto della logica dell’avere qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo, ma la piacevole fatica di ritornare padroni di una piccola parte di ciò che ogni giorno ci coinvolge, il cibo.
Insomma, il mito del cittadino scemo che vota, paga e si fa gli affari suoi inizia a scalfirsi un pochino (diciamo, ovviamente, non certo per la nostra serata). Come spesso mi ha sentito dire chi ha avuto la sventura di chiacchierare con me, ribadisco nuovamente che secondo me per fare in modo che la gente di riappropri della consapevolezza del proprio ruolo non servono tanto i discorsi e ancora meno i simboli, ma serve fare una delle tante, tantissime cose dentro le quali possono ritrovarsi persone delle più svariate origini, storie e percorsi, serve dare uno stimolo per riempire di senso la vita delle persone. Certo, per questo occorre far uscire la gente di casa e quindi serve anche andare a fare a botte con la tv di logica berlusconiana, impresa non propriamente semplice, ma intanto ci siamo portati a casa questo risultato, e ce lo coccoliamo.

Nella primavera sono previste grandi iniziative sull’economia solidale, quindi… stay tuned!

sabato 16 gennaio 2010

Canta e non passa (da Milano)



La cultura, a Milano, si sa, è sempre stata un fiore all'occhiello. Dai tempi della Milano da bere (o da pere, a piacere) abbiamo avuto il piacere di essere ignorati dai principali circuiti internazionali e in cambio abbiamo avuto eventi imperdibili, a livello di Mostra di Teomondo Scrofalo. i grandi eventi, per i quali la moratti ha nominato un apposito assessore, pullulano, è solo questione di scoprire dove sono (già...). C'è davvero da rimpiangere l'assessore Sgarbi, e non dico altro. Del resto, quando sei occupato a tempo pieno nel poltronismo e nella cementificazione di ogni atomo di terra è un po' difficile trovare risorse per il resto, soprattutto mentali. In questo modo, per l'ennesima volta, avanza la conservazione e impazzano gli alfieri del mondo più becero e ottuso, quello che identifica la politica con il nano pelato, la cultura col Bagaglino, il cinema con Vanzina, la musica con Amici ecc ecc. e che, soprattutto, si occupa della difesa ad ogni costo del proprio centimetro quadrato a ogni costo. E quindi, per far un bel servizio ai giovani, Milano viene abbandonata da tutti gli eventi musivali più importanti a causa degli assurdi divieti posti intorno all'uso di S. Siro per i concerti. I famosi 22 minuti di sforamento di Springsteen a S. Siro sono ormai entrati nella leggenda delle iniziative più demenziali e autolesionistiche del mondo. Oltre alla multa, ora pare che Trotta, promoter dell'iniziativa, rischi pure 3 mesi di galera per l'inosservanza dell'ordinanza sindacale, che 30 solerti cittadini milanesi (forse, ma dico forse, elettori della signora e, altrettanto forse, dotati di propaggini sporgenti in cima al cranio di ragguardevoli dimensioni) hanno denunciato. Chi c'era (come me...) ricorda allora un concerto veramente memorabile, sicuramente un evento da iscrivere nella storia del decennio musicale milanese. Ma il rispetto della quiete oltre le 23.30 per 30 trogloditi è ovviamente molto più importante. Morale, Milano ora viene rifiutata da tutti i tour più importanti. Ha detto picche il Boss (e vorrei pure vedere...), ma in questi giorni hanno rifiutato, a causa di limiti acustici, Madonna, gli AC/DC (li voglio vedere a suonare col volume a 1...) e anche Paul McCartney, noto metallaro dedito a riti satanici sul palco. In compenso, l'assessore ai grandi eventi ha assicurato (lo giuro, non è una battuta) la presenza del musical Renzo e Lucia di Michele Guardi. Ma ci rendiamo conto?? Probabilmente in 6 mesi qualche tv compiacente cercherà di pompare questo evento, ma paragonare un ex Beatles a uno spettacolo di un illustre sconosciuto (mi piacerebbe vedere una foto delle tribune, quel giorno...) non è come essere totalmente incompetenti, fanfaroni all'ennesima potenza o totalmente ciechi, muti e sordi. E', semplicemente, buttare il millesimo sacco di letame in faccia alla gente che, effettivamente, se ne prende già abbastanza ogni giorno e probabilmente neppure ci baderà più di tanto. Così, l'icona lumbard Renzo Tramaglino in difesa della sua bella e delle sue tradizioni verrà spacciata come l'evento dell'estate per le future giovani camicie verdi legaiole. Però, e qui ci posso scommettere quanto di più sacro ho, se la moratti può sfottere i milanesi, facendogli credere, accendendo quattro lampadine ogni tanto, di vivere in un paradiso terrestre e non in una città senza servizi, invivibile, strapiena di traffico e dedita solo ad accumulare i soldi, non riuscirà a far bere anche questa ai milanesi, che, sempre di più, si accorgeranno di quale povertà viene loro offerta, se non in materia culturale, sicuramente in termini di concerti, che sono materia che, almeno per ora, sopporta con difficoltà spot e passaggi televisivi fino all'indigestione. Chi frequenta i grandi concerti li vive come la fase terminale di un mito coltivato quasi ogni giorno, non un pacchettino propinato tra un detersivo e uno snackForse tutto ciò non le toglierà molti voti, ma certamente le farà guadagnare il disgusto di quelle persone che sono ancora in grado di indignarsi per questo modo di governare costruito a esclusivo uso e consumo dei ricchi e della conservazione di ogni loro privilegio, a qualsiasi costo.

sabato 9 gennaio 2010

Dove abiti, fratello?

L'anno si è aperto con un'ennesima chicca che il nostro spirito prostrato dalle faccende familiari non può far passare sotto silenzio. Donna Letizia, la donna che ha il merito di aver avviato il primo ufficiale smantellamento della scuola pubblica italiana, non avendo molta materia per far parlare di sè i giornali ha ben pensato di estrarre un coniglio dal cilindro e ha ben pensato di intitolare una via a Craxi.
Craxi. Solo il nome, penso faccia venire i brividi a molti di noi. L'uomo che è stato uno dei padroni d'Italia per molti anni, o almeno quello che ufficialmente prendeva la maggior parte delle decisioni più importanti (perchè chissà mai chi gli suggeriva certe cose...), l'uomo che, da un partito di comprimari, ha portato il suo Psi ad essere un colosso che muoveva non solo milioni di voti, ma posti di potere, consensi, e quindi forniture, servizi... insomma, una carovana di denari in libertà. E così, mazzetta dopo mazzetta, forse gli stessi personaggi che qualche mese prima avrebbero dato un braccio per lui, che si spacciava per il più grande statista del dopoguerra, lo hanno simpaticamente ricevuto a monetine in faccia davanti all'Hotel Rafael. Insomma, un uomo che ha fatto della corruzione la propria più rigorosa legge, che ha messo i propri esattori nei posti più importanti del paese, e tutti insieme hanno sottratto al paese una somma credo incalcolabile, ma soprattutto ha sottratto al paese la dignità, ha mercificato e dato un prezzo a qualsiasi cosa, a qualsiasi principio.
E allora, mi spiace dirlo, ma evviva Di Pietro che vuole, come è giusto, che sia scritto corruttore e latitante sulla targa. Naturalmente, i bolscevichi del Pd hanno ben altro da fare che sprecarsi sull'argomento, e quindi a fare opposizione su questa materia rimarranno solo le solite macchiette. Ci sono cose molto più importanti di cui occuparsi, come la immonda, veramente immonda telenovela della Puglia e tutti i giochietti di potere che si stanno consumando per determinare le candidature ad elezioni che solo loro non si sono accorti che hanno già perso ancora prima di aver cominciato la campagna elettorale, incapaci di guardare per l'ennesima volta oltre lo steccato delle spartizioni e la moltiplicazone di sgambetti e raccomandazioni.
Morale, probabilmente, tra un paio d'anni due commesse, un sistemista e un impiegato del catasto potranno orgogliosamente dire a tutti di abitare in Via Craxi 21. Come gli anni di galera che il nostro avrebbe dovuto scontare e che oggi il giudice Moratti, con il plaudente beneplacito del nostro presidente, vuole graziare.
Per la miliardesima volta, continuiamo a vedere come la distanza che c'è tra la politica e la gente è paragonabile solo a quella che c'è tra il cervello di Rubbia e quello di Gasparri. In che tempi siamo...

lunedì 4 gennaio 2010

2010 Augurken

Come tutti gli anni, non so se l’anno che finisce sia stato così disastrosamente peggiore rispetto agli altri. Per me personalmente, potrei anche essere soddisfatto: ho dato sfogo alle più segrete aspirazioni del mio ego costringendo diversi malcapitati a scrivere il mio nome su una scheda elettorale, ho conosciuto persone in gamba, finalmente ho realizzato il sogno della mia vita vacanziera, insomma non mi è mancato nulla. Tralasciando gli aspetti troppo personali, ci sarebbe di che essere soddisfatti.
Se guardo però alla vita fuori dalla porta di casa mia, come ogni volta che si cerca di tirare una riga lo scoramento è sempre più forte. Il nostro mondo ha conservato almeno su questo una indubbia coerenza: l’imperativo categorico è sempre imporsi, con qualsiasi mezzo. Per prima cosa, con i propri soldi o quelli che si cerca di avere anche a costo di fare carte false o di indebitarsi dalla pubertà fino alla pensione, almeno per chi ce l'avrà. Imporsi con l’arte di gestire il potere: se sei bravo, subdolamente, ballonzolando tra gli intrecci di palazzo e le dicerie dell’untore, seguendo uno stile alla D’Alema, mentre se sei un burino, il tuo stile non può che essere quello del nano pelato, che, con gesto del seminatore, getta dovunque germi del suo potere con sorriso benevolente ma le intenzioni di chi non ne può più di perdere tempo con gli straccioni. Ma anche con il sesso più da commedia scollacciata, con l’esibizione dei racconti e delle fotografie di quelle gentili signore che da quest’anno abbiamo imparato a chiamare escort, con buona pace dei fan delle auto vintage, ai quali ormai rimane, presumo, poco più dell’Alfasud. Se negli anni scorsi abbiamo imparato che molti dei parlamentari italiani non sanno cosa sia il Darfur, ora abbiamo imparato che il parlamento non serve più a nessuno, dal momento che il nostro governo legifera al suo posto a colpi di decreti legge e di voti di fiducia, pur disponendo di una maggioranza che raramente si ricorda in epoca repubblicana. Una volta di più i nostri politici sembrano non aver altra occupazione che mostrare quale siderale distanza si può mettere con un sistema di potere che ormai sembra arrivato al collasso. Il (meraviglioso) racconto di Saramago in Cecità (se non l’avete letto, mettetevelo quanto prima sul comodino), che molti chiamerebbero fantapolitica sembra che sia ogni giorno più vicino. Abbiamo imparato, anche quest’anno, quanti regali Tremonti può fare agli evasori fiscali con l’ennesimo condono, che quest’anno si chiama scudo fiscale e, a differenza dell’evasione fiscale semplice, stavolta ha aiutato pesantemente anche mafia e camorra, che ha potuto far rientrare al proprio servizio quantità enormi di denaro nella perfetta legalità, senza nessun controllo e nessun problema ma, anzi, con tanti ringraziamenti da parte del governo, che così potrà quadrare i propri conti. Ora, mi aspetto la depenalizzazione del reato di mafia e il raddoppio della pena per l’accattonaggio e il furto dei torsoli di mela. Abbiamo anche imparato che i beni confiscati alla mafia, finalmente, potranno ritornare alla mafia stessa che se li potrà ricomprare, sputando in faccia così alle tantissime iniziative di associazioni e cooperative che hanno cercato di riprendersi un po’ del territorio che la mafia ha divorato. Ora la mafia ha imparato quella lezione che anche noi abbiamo capito ormai da tempo. Basta pagare. Quindi, se mai qualche affare dovesse andare male, avrà solo bisogno di un po’ più di soldi per recuperare quello che qualche impudico magistrato potrà sottrargli. Se poi penso che dell’Utri, nume tutelare e inventore di forza Italia nonchè riverito parlamentare da n legislature, ha preso 9 anni e mezzo di galera in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, forse mi si chiarisce qualcosa.
Insomma, su queste materie ho imparato troppo. Ora vorrei un po’ dimenticare, o, meglio ancora, imparare altre materie. L’onestà, la legalità, lo spirito di servizio, l’attenzione ai poveri, la giustizia sociale, la pace, il rispetto reciproco, la presa di coscienza del proprio ruolo da parte di ogni cittadino. Auguriamoci per il 2010 questo per il nostro povero paese, auguriamocelo anche per Agrate, che ne ha comunque bisogno. Mammamia che fesso, eh….

mercoledì 16 dicembre 2009

Contro il clima d'odio, censura!

Ebbene si, lo confesso. Maroni, all'inizio, non mi stava neppure così antipatico. Sarà per quello spirito libero (vabbè, libero considerando il contesto in cui si colloca) che una volta lo spinse a bozzare di brutto con il suo capo e mio zio (salvo poi essere costretto a strisciare come un verme per essere reintegrato nelle fila dei valorosi padani, ma questo facciamo finta che non sia accaduto), sarà perchè, a sentirlo parlare, sembra quasi una persona normale, o forse per il suo secondo lavoro, quello di bluesman della padania, o forse perchè qualche anno fa aveva candidamente ammesso di fare quello che tutti fanno privatamente (no, il lettone di Putin stavolta non c'entra, ma c'entra lo scarico di musica con il p2p).
Però ogni favola dura poco e il vero volto razzista e reazionario di quest'uomo (un nome, un programma di vita, ma questo lo sanno anche i sassi) aspettava solo l'occasione buona per fare capolino. L'accanimento verso gli stranieri, che per molti, scafisti o no, è stata una vera condanna a morte, il pizzo sul permesso di soggiorno, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina ma anche cose di casa (o cosa) nostra, come questa di cui ho parlato qualche post fa, sono tutte tessere che aiutano a comporre il vero volto di quest'uomo che probabilmente ha in mente il disegno di un mondo così fascista che neppure Larussa potrebbe sognare.
In questi giorni la volontà di imbrigliare la rete dà l'ennesima idea di cosa ci sia nella testa di costui. Filtri, censura, controlli nel mondo libero per eccellenza, quello in cui, se vuoi, trovi qualsiasi cosa. Il tutto,per porre rimedio ad un problema di iniaudita gravità, i gruppi di facebook che inneggiano a Tartaglia e alla sua statuina e che sviluppano il mitico CLIMA D'ODIO (quanto mi piace scriverlo maiuscolo) che è la vera e forse unica causa della difficoltà di questo governo e del suo degno capo.
Finalmente, il nostro governo, nel quale il partito più grosso non per niente si chiama popolo delle Libertà, potrà fregiarsi dello stesso livello di libertà dell'Iran e della Corea del Nord, tanto che, probabilmente, navigare dal Laos per un italiano potrebbe diventare un sogno di libertà. E chissà come mai, nessuno si preoccupa di controllare i siti in cui i pirati informatici si organizzano e si scambiano informazioni (parlo di quelli che trafficano in carte di credito e codici del remote banking, non ovviamente di chi si fa la copia a casa di Office o si scarica il cd di Ligabue), le comunicazioni web delle varie mafie, o semplicemente i siti di aziende di truffatori, o solo dei famigerati black bloc o dei negazionisti, che fanno bella mostra di sè e che sono accessibili anche con chiavi di ricerche molto ampie (una volta ci sono capitato pure io e vi assicuro che non è stata una gran bella esperienza). Ecco, tutto questo è legale. I gruppi di faccialibro che inneggiano a Tartaglia, quelli no, quelli fomentano la violenza. Ovviamente, nelle idee di questo campione di libertà, il limite lo decide il governo e non i magistrati. In perfetto stile berlusconiano, in base al quale voti = legge.
Per fortuna, però, il nostro bluesman sfizzero-padano evidentemente non capisce una beata mazza neppure di web perchè chiunque ha un po' di familiarità con la rete sa perfettamente che è quasi impossibile, a meno che non si tronchi dalla nascita il flusso, impedire che certi contenuti si diffondano. E' anche il motivo per il quale il p2p non si riuscirà a bloccare e perchè, in ultima analisi, la rete è così popolare. Nessuno la può fermare, amigo, neppure la Lega.
Quindi, magari, prima o poi anche questo blog potrebbe cadere sotto la censura del nostro piccolo Stalin verdolino.Quindi, prima che sia troppo tardi, o prima che mi tocchi spostare il sito su un dominio delle Isole Marshall, leggetelo ora!!

martedì 15 dicembre 2009

Ultimo in fundus...

... (come avrebbe detto Cicerone) arrivo anch'io. D'altronde, come avrei potuto sottrarmi dallo scrivere tre banalità sull'evento mediatico dell'anno? Dunque, forza.
La violenza fisica mi fa venire i brividi in qualsiasi situazione, forse perchè mi fa pensare allo stadio primordiale della storia dell'uomo e di conseguenza dentro di me c'è sempre la vana speranza che qualche migliaio di anni non sia trascorso invano. Vedere gente che cerca di imporsi a forza mi mette una tristezza bestiale e mi fa anche un po' schifo. Detto questo, in questa storia ci sono troppe cose che non mi tornano.
Cominciamo dalla sicurezza. Ci sono, credo, solo due casi. O lo squadrone della sicurezza del nostro amato premier ha imparato il mestiere guardando i film di Bud Spencer e Terence Hill, tanto da permettere che venga a contatto con lui non un agente del Mossad, ma un malato psichico che, ovviamente, invece del duomo di Milano avrebbe potuto tenere in mano una qualsiasi altra arma, oppure sono così bravi da averlo fatto passare apposta.
Sulla questione del clima d'odio, veramente penso non valga la pena scrivere. Ma come, la più alta carica istituzionale del paese prima spara col cannone ogni giorno addosso a tutte le istituzioni di garanzia esistenti che non si genuflettano davanti al nome di Mediaset e del suo profeta e poi si lamenta se gli tirano addosso una statuetta? Forse forse forse collegare il cervello alla bocca a volte può anche evitare di far figuracce. Quando mille parlamentari passano il tempo a fare le parole incrociate aspettando di votare la 27° fiducia in 19 mesi, di fronte ad un Parlamento con una larga maggioranza a disposizione, quando la metà di questa fiducia è chiesta per non far finire il grande capo davanti ad un tribunale, cosa bisogna pensare?
E poi, forse ci dimentichiamo che il marrano in realtà è una persona che non è molto a posto di testa. E questo è il clima d'odio? Mi pareva che anche un signore che si chiamava John Lennon ne abbia incontrato uno, purtroppo con una mira migliore, e tante cose si possono dire di lui, ma l'ultima è che generasse un clima d'odio. Purtroppo, in Finlandia un paio d'anni fa, negli Stati Uniti ormai ogni mese, in Germania, insomma, dovunque abbiamo casi in cui dei pazzi armi in pugno giocano a fare i cecchini e non smettono finchè non ricevono lo stesso trattamento. Purtroppo, sembra cinico, ma è così, non ci sono spiegazioni e non credo che, di fronte alle alterazioni della mente, il clima d'odio non è una gran spiegazione. Al massimo, con un cordone di sicurezza così professionale, c'è da chiedersi come mai un pazzo scatenato non gli sia entrato sotto le coperte. Ah, giusto, sotto le sue coperte non c'è più posto...
E poi, mi ha fatto davvero pensare non tanto vedere l'espressione di questo uomo che così pesta, credo non tanto per il dolore ma per l'indignazione per non essere stato rispettato, ma l'atto di risalire sul predellino e di farsi riprendere dalle telecamere per la madre di tutte le fotografie, quella da mettere sul santino. Nonostante tutto, dopo i primi 10 secondi di sbigottimento, il nostro si è rianimato e ha pensato a come trasformare il problema in opportunità. Veramente, avercene, di marpioni così (e lo dico seriamente!).
Ora, mi lancio in una profezia e vediamo se indovino. Scommetterei un dollaro bucato dalla pistola di Tex Willer che tra un paio di giorni arriverà il perdono del papi al figliol prodigo, che già ha chiesto scusa (3 ore prima aveva detto che odiava Berlusconi, ma insomma, se non è a postissimo con le rotelle può dire di tutto...). E poi, chissà, magari anche la visita in carcere chissà che altro, mai mettere limiti al Divino. Vedremo. vedremo.
E ora che ho rischiato la mia figuraccia, posso andarmene a dormire felice.

giovedì 3 dicembre 2009

Test antidroga

Mi è appena giunta notizia che la nostra opposizione in consiglio ha chiesto il test antidroga per tutti i consiglieri. Scrivo così, di getto e senza aver concordato con nessuno la risposta.

La mia innocente ed scarsa esperienza in materia politica mi ha già provocato un certo senso di noia per questi dibattiti, che mi danno l'impressione di essere, chissà perchè, di rara inutilità complessiva, perchè non costruiscono nulla, non aggiungono alcuna informazione nè in assoluto, nè sulle posizioni che assumono i gruppi consiliari, e mi pare che anche la passione dei cittadini per queste materie si possa assimilare a quello per la toponomastica medievale.

Il test antidroga (se poi è di questo che si parla, perchè non ho visto nessun pezzo di carta), mi dà l'impressione di essere un po' il top del perbenismo nazionalpopolare. Mi pare, per prima cosa, che considerato che il test si fa (almeno, quello più affidabile) prelevando campioni di capelli, temo che una discreta parte della minoranza consiliare sarebbe costretta ad immolare sull'altare del proibizionismo l'ultimo simulacro della loro giovinezza e il primo ad esserne addolorato sarei io, che peraltro in materia non posso dire di essere messo molto meglio di loro (per quanto, un campioncino rappresentativo e il conseguente cappellino di lana plastificato sulla capoccia per tre mesi potrei forse permettermeli, ma non indaghiamo oltre...).

Ho cercato di cogliere la parte seria di questa istanza e mi sono chiesto a quale domanda seria può rispondere questa richiesta. Ci dovrà essere una buona ragione che miri a riconoscere i consiglieri tossicodipendenti Quali possono essere? Per prima cosa, il test mi risulta individui la presenza di sostanze ma non, ovviamente, la dipendenza. Primo problema risolto. L'affidabilità, allora, presumo. Non posso essere un consigliere affidabile se mi faccio le canne o una pista di coca. No, non va: mi pare che la mia attività sia identica sia che mi impasticchi, sia che non lo faccia, escludendo, forse, il periodo in cui mi fa effetto la sostanza. Venire in consiglio comunale in questo stato mi pare sia un'eventualità non esattamente prossima, nè per il nostro consiglio, nè per altri molto meno tranquilli del nostro che ho avuto la sventura di frequentare. Allora, potrebbe essere perchè il consigliere viola una legge. Possibile, ma, a meno che non sia uno spacciatore, non pare che questo sia un comportamente riconosciuto dalla legge come particolarmente grave, in quanto per l'uso personale è prevista una semplice sanzione amministrativa, sempre che la sanzione venga applicata. Peraltro, in periodi di riforma dei processi brevi, di depenalizzazioni, di scudi fiscali, di leggi Cirielli ecc ecc, non so come mai, tutto questo rischia di provocarmi un'irrefrenabile crisi di riso (o, in alternativa, il desiderio di misurare il ponte di Trezzo a testa in giù). Ma, se proprio avessivo bisogno di sapere se i consiglieri si comportano secondo la legge, forse potremmo andare a fare indagini su qualsiasi altra materia: se i consiglieri hanno precedenti penali, se hanno avuto contenzioso con il fisco o, più in generale, se pagano tutte le tasse che dovrebbero, se la loro casa è conforme alle planimetrie catastali o se sono in attesa del condono che prima o poi sicuramente arriverà, se hanno pure preso delle multe per divieto di sosta o se hanno esposto la monnezza un'ora prima del dovuto, se pagano l'affitto o il mutuo puntualmente o se hanno dimenticato il conto dall'idraulico. Anche queste sono violazioni e, si sa, occorre che i rappresentanti del popolo siano senza macchia. Come, ad esempio, Dell'Utri, Cuffaro o Cosentino, mi pare, per non parlare del nostro tanto amato presidente, giusto? Ecco...

Peraltro, mi pare di capire che il test del capello sia piuttosto caro e, in un periodo in cui il nostro illuminatissimo governo pare abbia appena inserito un emendamento per ridurre il numero di consiglieri ed assessori per limitare i costi della politica (perchè, checcavolo, la strepitosa somma di € 20,95 lordi per seduta non sono mica bruscolini, soprattutto in confronto ai 10.000 eurini netti che portano a casa 630 + 315 parlamentari neppure eletti dal popolo ma nominati dai partiti), mi pare un tantino ridicolo. Il test delle urine invece pare costi poco ma che rilevi solo alcune sostanze (per esempio, se non vado errato, niente eroina).
Insomma, il contesto è questo, sinceramente un po' deprimente. Visto che tra quelle serie la motivazione non sono stato capace di trovarla, mi toccherà cercarla tra quelle meno nobili. L'idea più plausibile ceh mi viene in mente è quella che si cerchi di fare un po' di cinema, far vedere quanto sono puri quelli che lo hanno proposto e quindi quanto sono zozzi quelli che lo devono subire. Magari infarcire la cronaca locale di fiere dichiarazioni contro ogni forma di dipendenza, a favore della purezza, della rettitudine, dei buoni principi e mettiamoci anche la patria e la mamma che non ci stanno mai male.
Mi viene anche da pensare dove e quando potrà terminare questo gioco al rialzo. Oggi abbiamo fatto il test antidroga? Domani facciamo quello sull'Aids, dopodomani quello sulle malattie veneree, poi quello dell'influenza H1N1 (affondato!) e poi chissà che altro. E se poi si dovesse mormorare che qualche consigliere ha qualche frequentazione da motel? Scandalo! O magari, hai visto mai, si dovesse raccontare che durante le sue scorribande erotiche magari apprezzasse abitudini non omologate dalla Binetti? Orrore! E poi, quante volte lo fa? Troppe? Troppo poche? Troppo alla svelta o troppo lentamente, troppo rumorosamente o troppo silenziosamente (tanto da far pensare ad una montatura...)? Vade retro, Satana!! Insomma, se dovessimo incamminarci su questa strada, è evidente che non arriveremo mai ad una fine, perchè ci sarà sempre un aspetto che qualche benpensante che si erge ad estremo baluardo della moralità potrà sempre avere desiderio di esplorare, un dettaglio della nostra vita privata che qualcuno riterrà necessario verificare meglio perchè i cittadini che rappresenta possano stare davvero tranquilli e sereni quando pensano a chi li rappresenta.
Se penso poi che questa proposta viene dallo stesso gruppo politico che, in Parlamento (opps, volevo dire al Governo, visto che il Parlamento da mesi è praticamente inoperoso, come ha più volte fatto notare perfino il presidente della Camera, notissimmo bolscevico), nel nome della difesa della privacy sta eliminando tutti i più efficaci strumenti di indagine investigativa a disposizione degli inquirenti, da utilizzare peraltro non per fare un po' di gossip su chi fa due canne, ma per la verifica di ipotesi di reato di gravissimo allarme sociale, i dubbi sul senso di questa iniziativa mi si moltiplicano.
Io credo, invece, che quelle persone che hanno avuto l'ardire di scrivere il mio nome sopra la scheda elettorale, che di certo devono essere meno a posto di me che mi sono candidato (e quindi, forse, avrebbero più bisogno di me di qualche approfondimento clinico....), lo abbiano fatto per quello che rappresento, per quello che ho detto loro, per i progetti che mi sono prefisso di realizzare, ma anche per tutto quello che fino al momento delle elezioni sono stato, ho fatto e ho detto. Tutte queste cose, di questo ne sono certo, non si possono misurare con un esame medico su questioni che riguardano, peraltro, comportamenti che hanno attinenza esclusivamente con la propria vita privata.
Tra le tante cose che mi sfuggono di questa faccenda, c'è anche il valore dei risultati. Dubito fortemente che si possano pubblicare, in qualsiasi modo, risultati nominativi. Se dovessimo pubblicarli in forma aggregata, che razza di informazione sarebbe mai per i cittadini? Due consiglieri sono risultati positivi al controllo. E allora? Chi? Perchè? Non sarebbe altro che un dato ulteriormente destabilizzante, che, una volta di più, non fornisce alcuna informazione utile ai cittadini se non materiale per il solito, qualunquistico "Sono tutti uguali, è tutto un magna magna". Si aiuterebbe dunque soltanto il partito dei picconatori, di chi gioca al tanto peggio tanto meglio, di chi cerca di delegittimare le istituzioni senza mai cercare le responsabilità, di chi pensa che i problemi si risultano solo con una mano di vernice senza mai andare a guardare se i muri sono marci. In questo senso, sarebbe forse meglio (ma è evidente che qui si aprirebbe un nuovo problema, al quale non voglio neppure pensare) che i dati venissero pubblicati nominativamente, almeno per dare un senso vagamente compiuto a questa iniziativa .
E poi, vogliamo sprecare tempo e soldi e dunque vogliamo davvero misurarci? Sperando che intanto qualcuno mi spieghi a cosa può servire questa gara che ci riporta alle goliardate giovanili messe in atto dopo svariate ore di libagioni notturne, ebbene facciamolo, ma magari su qualcosa che possa servire ai cittadini. Che qualcuno ci chieda se conosciamo tutti i nomi delle strade di Agrate, se siamo entrati in tutti gli edifici pubblici (io, confesso, non sono mai entrato alle scuole medie, e adesso lapidatemi pure!), se conosciamo la storia del paese. Oppure, vogliamo fare un passo più avanti? Che ci misurino su tutti ciò che un consigliere comunale dovrebbe sapere. Ad esempio, l'italiano. Oppure più semplicemente la cultura generale, o, se vogliamo scendere più nei dettagli, possiamo misurarci sulla storia d'Italia o addirittura possiamo anche arrivare alla Costituzione o financo (come diceva la mia nonna) alla legislazione sugli enti locali. Tutte cose che un consigliere comunale dovrebbe sapere e senza le quali eserciterebbe male il proprio mandato.

Ma, se non vogliamo buttare tutto nel populismo da bar e infarcirci la bocca dei più triti ed inutili luoghi comuni, la droga cosa diavolo c'entra??